10 brand che pensavi fossero vegan e invece non lo sono (del tutto)


Qualche giorno fa un’amica  mi ha “intervistato” per una rubrica del suo blog (a tempo debito condividerò tutto ovviamente), da brava onnivora curiosa mi ha fatto domande intelligenti per capire come sia “vivere da vegana” …un po’ come se fossi una specie diversa insomma, ma è stato divertente. Poi – quando per l’ennesima volta mi sono ritrovata a rispondere “Pensi che l’essere vegan sia una moda?” ho vissuto un flashback a qualche anno fa, quando la domanda – quella che in pratica mi ha spinto ad aprire il mio stesso blog- era “Sei vegana?E quindi cosa mangi?”. Ora che tutti hanno capito cosa mangino i vegani, l’attenzione si è spostata su quanto l’essere vegan sia una moda, quindi è davvero solo una moda del momento? Forse, dipende da cosa  s’intenda per moda. Per Wikipedia, la moda è

Il termine moda indica uno o più comportamenti collettivi con criteri mutevoli.

Che il veganismo sia un insieme di comportamenti basati su scelte etiche, salutistiche e – in alcuni casi – anche religiose non vi è dubbio. Dunque è una moda? Non proprio, perché i criteri non sono affatto mutevoli. C’è però chi può provare l’alimentazione vegetale per un breve periodo – o perché “lo fanno tutti”- e allora sì, è una moda. Morale della favola? Io penso sia una scelta personale che in questo momento storico è più nota e alla portata di  tutti – vuoi per la maggiore consapevolezza che si ha rispetto a quello che mangiamo (o a quello che danno da mangiare  agli animali che poi vengono mangiati), vuoi per gli importanti traguardi raggiunti dai vari movimenti animalisti (la fine dei test cosmetici sugli animali ad esempio). Il dato oggettivo è che in Italia, secondo i dati Eurispes 2017, il numero dei vegani è passato dall’1% del 2016 al 3% – considerando anche i vegetariani si arriva quasi all’8% (fonte Animal Equity). Una bella fetta di mercato insomma, è proprio il caso di dirlo, perché se la domanda crea l’offerta, l’offerta crea la moda. Per mangiare vegetale – ma anche truccarsi o vestirsi – ora non c’è più bisogno di avere “l’amico contadino vicino a  casa” o il negozietto bio per pochi eletti. Basta entrare in qualsiasi supermercato mediamente grande per trovare nei banchi frigo burger vegetali, affettati di lupino, seitan, tofu ma anche piatti pronti, surgelati o gelati completamente vegetali.

Non fraintendetemi, io sono assolutamente entusiasta di questa trasformazione, non ho mai avuto nessun contadino  vicino a me e comunque non avrei neanche la macchina per caricare cassette di frutta e verdura, quindi per me il fatto di poter trovare facilmente nuovi prodotti “commerciali” e vegetali è davvero importante. Dico solo che al supermercato ci andavo anche prima di questo avvento e ho sempre trovato tutto quello che mi serviva; cereali integrali, frutta e verdura (persino biologica), legumi, noci e semi oleosi e bevande vegetali. Perché è questo che davvero mangia un vegano! Poi ci sono gli sfizi e le preparazioni già pronte che- lo ammetto senza problemi –  semplificano la nostra sempre più frenetica vita.

Ora però che tanti grandi marchi si sono aperti al mondo veg fare la spesa in poco tempo è sempre più facile, ma, attenzione, non tutti i marchi che offrono alternative veg offrono  prodotti davvero vegani…quindi, se volete evitare di fare acquisti sbagliati, leggete sempre l’etichetta – ormai dovreste essere cintura nera di lettura veloce, no? – o questa Top Ten 😉

Premetto che nessuno dei brand della Top Ten si professa vegano – alcuni si definiscono plant-based magari, altri biologici e naturali – quindi non si tratta di marchi truffaldini, ma è facile per il vegano al supermercato cadere comunque nell’errore. Io ad esempio settimana scorsa mi sono portata a casa un hummus che conteneva ricotta (?!?!) perché mi sono affidata solo alla denominazione e non ho controllato gli ingredienti! Quindi iniziamo!

Lo so, avrò spezzato molti cuori in questo momento, Alpro è uno dei marchi più diffusi nella grande distribuzione! La buona notizia è che tutti i suoi prodotti sono davvero vegani, quindi non dovete controllare ogni singola etichetta, MA Alpro, il cui slogan è enjoy plant power, in realtà ritiene che un’alimentazione equilibrata sia composta per  2/3 da prodotti vegetali e 1/3 da prodotti animali. Sul loro sito potete infatti trovare ricette per secondi piatti a base di carne e pesce, ovviamente per non tirarsi la zappa sui piedi evitano di inserire anche latticini. Io devo l’infelice scoperta al lavoro di Jules di Guida Galattica per Vegetariani , scoperta che risale ad oltre un anno fa, qui potete leggere le affermazioni dell’azienda a riguardo. La mazzata finale? Alpro e Provamel sono la stessa azienda, la quale è stata acquistata di recente da Danone.

Rude Health è un brand inglese poco conosciuto in Italia, produce principalmente bevande vegetali, ma anche  barrette, biscotti  e cereali per la prima colazione. Non tutti i prodotti da colazione sono vegani, molti contengono miele ad esempio, niente di male per questo, il tutto è chiaramente indicato non solo in etichetta, ma spesso anche sulla confezione. Settimana scorsa però hanno commesso una mossa suicida; la co-fondatrice Camilla Barnard ha scritto un articolo in cui definiva i vegani dei mezzi matti, infarciti di false nozioni propagandistiche (facendo riferimento esplicitamente a documentari quali What The Health ad esempio) e convinti di salvarsi dal cancro escludendo alcuni alimenti. Non solo, sul loro account Instagram hanno pubblicato un video in cui difendevano l’industria casearia, vantando le proprietà del latte intero. Partendo dal presupposto che almeno l’80% della loro clientela segue un’alimentazione vegetale, diciamo che la loro strategia comunicativa è stata appunta suicida; The Vegan Kind e altri distributori dei loro prodotti hanno immediatamente sospeso le ordinazioni, i vegani inglesi (e non solo, anch’io ho detto la mia!) si sono rivoltati, sentendosi presi in giro dal doppio tragicomico tradimento. Anche qui vi invito a leggere quanto ha scritto Jules di Guida Galattica per Vegetariani in modo che possiate farvi la vostra opinione in merito. (Le immagini usate sono volutamente sgranate e brutte perché personalmente sono rimasta disgustata da questo atteggiamento #boycottRudeHealth)

Ok, le brutte brutte notizie sono finite, d’ora in poi parliamo solo di brand che non producono solo alimenti vegani, quindi per non incorrere in errori basterà leggere la lista degli ingredienti. E già che siamo lì, leggiamo anche gli apporti nutrizionali…fatto? Bene, allora è il caso di riporre il vostro Naked Juice e lasciarlo nel banco frigo in attesa di qualcuno che voglia far impennare la propria glicemia. Avete visto quanti zuccheri contengono questi succhi “no sugar added“?? Decisamente troppi per essere considerati davvero salutari. Inoltre la linea Protein e la Probiotics Machine Tropical mango  non sono neanche vegan, come riportato correttamente sul loro sitoValsoia è tra le aziende pioniere della promozione di un’alimentazione più attenta alla salute, è sul mercato dal 1990, quando di vegani in giro ce n’erano pochi e si è giustamente rivolta al mercato vegetariano con prodotti di largo consumo. Negli ultimi anni, a seguito della crescita dei consumatori vegani che non mangiano uova e latticini (i quali non hanno esitato un attimo a farlo presente all’azienda) ha iniziato a sviluppare più prodotti freschi e surgelati adatti anche ai vegani, ma quelli che contengono uova (soprattutto albume) e formaggio ancora ci sono, quindi abbiate l’accortezza di controllare la scritta in basso a destra di ogni confezione; 100% vegetale significa vegan, mentre vegetariano …beh, significa che contiene uova e latticini 😉

Anche il brand tedesco Soto Vegetarische Spezialitaten  è nato rivolgendosi ai vegetariani qualche anno fa. Anche loro, per evitare di far cadere in errore vegani frettolosi (e un po’ miopi), non solo hanno incrementato fortemente le specialità 100% vegan – che ormai ricoprono il 90% della loro linea di polpette, involtini, crocchette e finger food in genere- ma hanno anche posto il logo Vegan ben visibile su ogni confezione, mentre le specialità che contengono latticini o uova elencano subito i prodotti vegetariani, insomma non c’è nemmeno bisogno di girare la confezione per leggere la lista degli ingredienti (solitamente scritta in caratteri microscopici!).

copyright Fm

La prima volta che ho visto i prodotti IoVeg al supermercato mi sono gasata moltissimo, subito dopo ho notato con rammarico che la maggior parte dei wurstel e dei burger era vegetariana, ovvero conteneva il maledetto albume d’uovo o il formaggio. Questo succedeva qualche tempo fa, ormai anche IoVeg vanta numerosi prodotti pronti vegani, anche in questo caso i prodotti vegani sono contraddistinti dalla scritta vegan con doppia fogliolina verde sulla destra o direttamente nella denominazione stessa del prodotto, ma la maggior parte resta ancora vegetariana. Personalmente non ho mai superato lo shock, lo ammetto.

Orogel è conosciuta soprattutto per le sue ottime verdure surgelate, ma produce anche secondi piatti a base di carne e pesce rivolgendosi al mercato onnivoro. Ultimamente però ha lanciato tutta una nuova gamma di prodotti chiamati Il Benessere che potrebbe inconsapevolmente “ingannare” il vegan distratto al supermercato. I mini burger in foto sono effettivamente vegani, ma le versioni panate non lo sono affatto, ad esempio. Insomma, qui vi tocca leggere la lista degli ingredienti sul retro. Mettete invece nel carrello senza nessuna paura le zuppe e le vellutate della stessa linea così come le insalate di cereali e verdure I Vegetariani …in realtà sono vegane anche quelle!

copyright Enzo Zigliani

Perché mi hai fatto questo Florette? Perché hai messo la ricotta in una ricetta tradizionalmente vegana come quella dell’hummus? Perché io, in un momento di pigrizia, mi sono fatta irretire e ho acquistato un prodotto che ci metto 10 minuti a preparami da sola senza nemmeno controllare la lista degli ingredienti? Prima regola del vegano; mai dare per scontato nulla di quello che ti trovi nel piatto. Ebbene sì, anche le foodblogger sbagliano. Florette produce soprattutto insalate in busta, non si è certo mai spacciato per un marchio vegan eh, l’errore è tutto mio…salvatevi voi che potete!

Misura è favoloso brand che fin dagli anni 70 promuove un’alimentazione improntata al benessere, ha molti prodotti ottimi  – io personalmente amo molto i cornetti a lievitazione naturale della linea Privolat (senza latte e senza uova)– ma ha il vizio di mettere un po’ il miele ovunque, soprattutto nei biscotti e nella stessa linea Privolat la più vegan friendly! Quindi non resta che leggere la lista degli ingredienti !


Nattura ho ovviato al problema del vegano prigro e miope richiedendo l’autocertificazione VeganOK per tutti i suoi prodotti vegan friendly, quindi andate alla ricerca del bollino e metterete i prodotti giusti nel vostro carrello. Personalmente io preferisco continuare a leggere le etichette però 😉

Buona spesa!


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