10 creme solari vegan


Un articolo sulle creme solari a metà maggio significa solo una cosa; un’immensa voglia di andare in vacanza, stare a piedi nudi tutto il giorno e tuffarsi in mare ogni volta che si sente di avere caldo. Ecco, questa sono io esattamente ora, alzi la mano chi si sente come me! Ma prima di fare tutto ciò, c’è un particolare da tenere sempre a mente; in vacanza la nostra prima azione quotidiana (e che ripeteremo più volte al giorno) deve essere quella di  spalmarci una crema solare dal fattore protettivo alto – personalmente non scendo mai sotto il fattore 30. Perché?

Direi che i motivi sono arcinoti; i raggi UVA e UVB possono causare scottature ed eritemi solari, scatenare l’herpes simplex e si ritiene che siano i responsabili dell’80% delle rughe che abbiamo – soprattutto i raggi UVA che, penetrando più in profondità nella pelle, danneggiano le fibre di collagene con conseguente invecchiamento precoce. Per non parlare del cancro alla pelle.

Bene, queste cose ormai le sappiamo tutti, ma cosa c’entra questo con il veganismo? 

Per cominciare, molte creme solari contengono derivati animali quali lanolina (il grasso estratto dal vello della pecora), cera d’api, chitina (ricavata perlopiù dai gusci di certi insetti, tipo gli scarafaggi e scarabei), elastina (ricavata  soprattutto dalle arterie dei bovini) e acido stearico (più spesso ricavato dal grasso viscerale di bovini e ovini, benché sia presente anche in forma vegetale nel burro di karité e di cacao).

Come se non bastasse, diversi studi hanno dimostrato l’effetto nocivo (per non dire deleterio) sull’ecosistema marino di uno dei componenti più comune delle creme solari; l’oxybenzone (o ossibenzone), già considerato un interferente endocrino sull’uomo. Provate dunque ad immaginare i suoi effetti sulla barriera corallina e la vita marina in generale. Non per niente la Commissione Europea ha abbassato la percentuale consentita di oxybenzone ad un massimo del 6%.

Come uscire da questa impasse? Nemmeno tornare al vecchio e caro “pastone bianco gesso” – quello che per spalmarlo ci voleva una cazzuola come minimo- ossia l’ossido di zinco o il biossido di titanio, seppur un po’ meglio dei filtri chimici,  sarebbe abbastanza. Perché al giorno d’oggi, proprio per evitarci di andare in spiaggia con la cazzuola e permetterci di spalmarlo con più facilità, i produttori hanno ridotto l’ossido di zinco in nano particelle  e sappiamo bene quanto queste siano tossiche per il mondo marino.

State pensando di andare in vacanza al Polo Nord a questo punto? Ma no, adesso inizia la Top Ten 😉 A volte dovremo scendere a compromessi, sta a voi scegliere il male minore.

Odiate la sensazione di mani unte dopo l’applicazione della crema? Allora Powdered Sunshine di Lush farà per voi; si tratta infatti di una polvere impalpabile da applicare sulla pelle asciutta a base di calamina, octocrylene (un ingrediente un po’ controverso poiché capace di generare i radicali liberi), ottilmetossicinnamato (un altro ingrediente discusso in quanto alcuni studi hanno suggerito che svolgesse un’azione simile agli estrogeni, ma il cui uso nei limiti di legge imposti dalla Commissione Europea – non più del 10%- non risultano essere dannosi poiché non possiedono alcun potenziale estrogenico), olio di sesamo (dal naturale fattore SPF – un po’ basso ma ce l’ha comunque!) e oli essenziali, oltre al burro di cacao. Il fattore protettivo è bassino, solo 15, quindi è più adatto all’uso in città , inoltre contenendo mica sintetica – sapete che Lush al fine di non essere complice dello sfruttamento minorile per l’estrazione della mica naturale, ha deciso dall’inizio dell’anno di utilizzare solo mica sintetica – regala un bel colorito sano e leggermente abbronzato con effetto mat (perfetto per chi ha la pelle grassa, come me).

Molto completa la linea di JĀSÖN, brand americano che non testa sugli animali e dotato della certificazione Leaping Bunny, nonché vegan (attenzione, alcuni prodotti contengono cera d’api, ma non la linea di solari). Io personalmente ho trovato la protezione SPF 30 a base minerale un po’ pastosa, ma, ripeto, bisogna trovare il compromesso tra salute, etica ed ecologia. Un po’ di “scomodità” non ci ucciderà 😉

La protezione solare andrebbe riapplicata ogni 2-3 ore, più spesso se si fa il bagno, per fortuna la versione water resistant di Yes to Cucumbers garantisce la protezione per ben 40 minuti in acqua. Priva di filtri solari chimici e parabeni, ha un effetto lenitivo sulla pelle. Peccato la confezione un po’ piccolina!

 

Pratica, certificata vegan ( con acido stearico vegetale) ed italiana, la linea di solari di Tea Natura è adatta alle esigenze di tutti con le sue lozioni con SPF da 20 a 50. Si spalma facilmente e questo significa – probabilmente- che l’ossido di zinco è ridotto a nano particelle, idrata bene la pelle grazie all’olio di buriti, inoltre è priva di profumo, il che la rende adatta anche alle pelle più sensibili.

Ecco un altro brand italianissimo e certificato vegan ; tutta la linea di Green Energy è anche priva di parabeni, nickel,  ingredienti a base di petrolio ed infine è anche priva di alcol. Insomma, le ha tutte 😉

Ahimé non sono sicura che Dead Sea Spa Magik sia distribuita in Italia, ma non potevo ometterla dalla Top Ten in quanto l’anno scorso mi ha letteralmente salvata durante la heat wave che ha colpito l’Irlanda a fine giugno, quando per 4 giorni consecutivi si sono sfiorati i 30 gradi (e infatti io ho fatto per la prima volta il bagno in mare senza urlare). Trasparente, per niente appiccicosa e con proprietà anti-aging, questa crema è a prova di fidanzati che si rifiutano sempre di mettersi la crema. Parola di Blondie.

Torniamo tra i marchi italiani con Bjobj e la sua linea di completa di prodotti solari; lozioni con SPF da 15 fino a 50, creme idratanti doposole e olio rigenerante per capelli, tutte vegan, biologiche  e nichel tested. Vanno riapplicate spesso, soprattutto dopo il bagno e lasciano la pelle molto morbida.

Non poteva certo mancare Officina Naturae con una linea completa che comprende anche prodotti specifici per i capelli, come l’olio protettivo e shampoo e balsamo studiati ad hoc per le esigenze delle nostre chiome esposte a sole, vento e salsedine. Perché nessuno vuole avere un cespuglio di paglia in testa, no? Io consiglio soprattutto il balsamo; ne basta davvero poco, distribuito sulle lunghezze e lasciato pochi minuti in posa prima di risciacquare, per ritrovare i propri capelli morbidi e ben idratati!

Foto presa dal blog www.letreline.blogspot.it

Dalla natura, per la natura; questa la promessa di Anthyllis che, con i suoi solari vegan, va davvero oltre evitando l’utilizzo di nano particelle e ottenendo così il livello massimo di eco-compatibilità con l’ambiente marino, pur proteggendo molto bene la pelle dai danni del sole  ovviamente.

Last, but not least – come sempre- ecco la linea completa di La Saponaria con il simpaticissimo slogan Osolebio 🙂  molto pratico il nuovo packaging con dispenser per un’erogazione ottimale del prodotto – e si evitano così spiacevoli incidenti di borse unte di crema se ci si dimentica di chiudere bene il tappo! SPF da 15 a 50.

 

Bene, ora non resta che indossare il bikini, mettere la nostra crema in borsa e sdraiarci al sole facendoci cullare dal suono del mare!


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