Bomaki, uramakeria nippo brasiliana e vegan friendly a Milano


Una delle (poche) cose piacevoli nel rientrare dalle vacanze e riprendere la propria routine è rivedere le amiche e raccontarsi le (poche) settimane trascorse lontane, magari in un bel ristorantino, quello in cui si va di solito per le seratine gossip&news. Ecco, ieri sera è stata una di quelle serate, io, la mia Hermanita e la Contessina ci siamo ritrovate al Bomaki, piccola uramakeria nippo brasiliana dalle parti dell’Arco della Pace, a Milano. Per dovere di cronaca, riporto che all’appello per la serata mancavano la Boss e Mr Right, unico uomo eterosessuale capace di sopportarci tutte insieme e  voi due, se mi state leggendo, immaginate il mio ditino indice accusatore e ripetete dopo di me “Mai più”!

Una uramakeria è in sostanza un posto dove si preparano solo uramaki, ossia i rotolini con riso all’esterno e ripieni, tipici della cucina giapponese, li si potrebbe quasi definire il fast food giapponesi . In Brasile c’è una forte comunità giapponese e negli anni la contaminazione tra le due culture ha generato una cucina fusion nippo brasiliana che spicca particolarmente per la creatività degli ingredienti  uniti ed utilizzati per gli uramaki , ecco in sostanza cos’è una uramakeria. Il Bomaki è in attività dall’autunno scorso e noi lo abbiamo sin da subito eletto  nostro nuovo posticino per le serate amarcord  ( siamo tutti e cinque ex compagni di scuola) poiché, soprattutto all’inizio, il locale era ( e tutt’ora è)  piccolo, ma accogliente e decorato in maniera originale con piante di orchidee ( finte ahimè!Amarissima scoperta) e luci soffuse e calde che provengono dai molti lampadari in paglia. Unico neo i tavolini: sono davvero troppo piccoli, soprattutto quando ti infilano in tre in un tavolino da due e noi ordiniamo cibo come non ci fosse un domani!

Il personale giovanissimo abbastanza gentile;  non me ne vogliano, ma i ragazzi -per una volta- sono più gentili e disponibili delle ragazze e lo posso dire in quanto, da vegana, devo richiedere delle piccole modifiche alla mia ordinazione e ogni volta o quasi, se chi prende l’ordinazione è di sesso femminile mi risponde che “deve chiedere allo Chef se sia possibile”, mentre se è di sesso opposto non batte ciglio. Forse la colpa non è nemmeno loro, forse vivono in un ambiente di lavoro un po’ machista?Chissà!Spero proprio di no!

Ma ovviamente il motivo alla base della nostra decisione di eleggere a nostro nuovo posto del cuore è la qualità del cibo ( e dei cocktail!In foto potete vedere un mojito al mango <3 ) e la facilità per me di non sentirmi un alieno o un impiccio per gli altri. Infatti ci sono BEN tre opzioni vegetariane che per trasformarsi in vegan hanno solo bisogno che venga eliminato il formaggio. Ieri ho scelto due delle tre opzioni possibili e una di queste l’ho richiesta a cono ( ossia a temaki)  piuttosto che ad uramaki. 

In sostanza gli ingredienti principali nelle versioni vegetariane sono sempre; cetriolo, avocado e lattuga in proporzioni variabili, ma il tocco culinario tutto brasiliano sta nell’emulsione al basilico che potete vedere sugli uramaki ( chiamati nel menù Veggie Cheese) che rende il tutto davvero speciale, diverso e gustoso, per non parlare poi della bontà  dell’avocado, uno dei migliori motivi per diventare vegana secondo me!!. La terza opzione che non ho gustato ieri,ma che ho provato in altre occasioni, è elencata tra gli Special e si chiama Shomaki Veggie, in questa variante il riso del rotolino è ricoperto da daikon affettato sottile sottile , il ripieno è sempre a base di lattuga e avocado con l’aggiunta di erba cipollina ( e formaggio Philadelfia nella versione originale vegetariana) , ovviamente il daikon regala una croccantezza inaspettata e davvero gradevole, ma a mio avviso il Veggie Cheese ( che d’ora in poi per me sarà il Veggie No Cheese) non si batte…confesso che ieri ne ho ordinate due porzioni. Per gli onnivori c’è l’imbarazzo della scelta ovviamente e gli abbinamenti sono davvero brasiliani, ossia molto fantasiosi e sorprendenti.

Spesso ( e volentieri) ci concediamo anche uno dei loro cocktail pestati, come già ho detto!Si può scegliere tra Mojito, Caipirinha o Caipiroska  a base di frutta varia, dal mango alla goyaba. Davvero buoni, ma non fatevi fregare…se ne ordinate due le gambe non vi reggeranno, inoltre hanno la simpatica abitudine di offrire chupiti al momento del conto. Io vi ho avvisati! Per quel che riguarda il conto, direi che chiaramente dipende da quanto si mangia e beve, ma in generale noi non abbiamo mai speso più di €35,00 a testa e meno di €25,00, quindi, per gli standard milanesi, è davvero un prezzaccio.

Da provare insomma!

Voto: 🙂 🙂 🙂


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