Confessioni di una vegana


Marzo è da sempre il mio mese preferito; inizia la primavera, le giornate si allungano…sì, sì, tutto molto interessante, ma – diciamoci la verità- è il mio mese preferito perché è il mese del mio compleanno. E anche se detesto invecchiare, ricevere gli auguri (e i regali!) è sempre molto emozionante. Ma da 4 anni marzo è il mio mese preferito perché è quello in cui ho deciso di cambiare il mio stile di vita e sono diventata vegana.

Tutto è iniziato proprio 4 anni fa infatti; a febbraio ero in Cambogia a zonzo da sola per 3 settimane.  E’ stato ovviamente un viaggio bellissimo, viaggiare da sola rappresenta per me la massima libertà e la massima espressione della propria autostima; bastare a se stesse, seguire solo ed esclusivamente i propri ritmi e bisogni, fare quello che si vuole nel momento stesso in cui si vuole, mettersi alla prova con culture differenti, riuscire a non perdersi, farsi derubare o semplicemente ordinare esattamente quello che si voleva mangiare sono tutte sfide con se stesse che rinfrancano lo spirito, o almeno rinfrancano il mio.

Mentre ero in Cambogia però non pensavo certo a cambiare la mia alimentazione, volevo solo esplorare, vedere posti e volti nuovi, imparare qualcosa da una cultura così differente dalla mia. Ero single ( Blondie è arrivato pochi mesi dopo), non avevo il wi-fi  e scattavo le foto con una macchinetta primitiva. E fumavo, già già.

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Avevo anche i capelli di un colore indefinito tra l’arancio accesso e il biondo paglia visto che per tre settimane -tranne rare eccezioni- mi sono lavata col metodo Khmer, ossia con grandi secchiate di acqua, quindi niente shampoo…già il sapone era un super lusso!

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Ero anche più magra mi sa, guardando queste foto vedo me ne rendo conto 🙁

Ad ogni modo, la mia scelta veg ha iniziato a germogliare proprio là, nella bella Cambogia. Perché? Perché lì per la prima volta ho visto gli animali vivi in vendita al mercato. Chiusi in gabbie sovraffollate. Bellissimi e tristi. E ho iniziato a sentirmi davvero a disagio.

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Ho però smesso di mangiarli appena ho fatto 2+2? Certo che no – d’altra parte in quel periodo ero quasi bionda! E poi ho sempre amato gli animali, ma ero assolutamente convinta che fosse “naturale, normale e necessario” mangiarli ( Melanie Joy docet).

Una volta tornata a casa però ho iniziato a riflettere su quel senso di colpa provato davanti agli animali in gabbia. Poi un giorno sono entrata in una libreria e ho comprato una copia di The China Study del Prof. T. Colin Campbell , di cui avevo distrattamente sentito parlare. L’ho letto tutto (di certo non di un fiato visto la mole e la quantità di dati scientifici – a volte vagamente soporiferi- riportati) e non ho più potuto fare finta di niente. Ahimé?! So che molti vegani non apprezzano chi ha adottato questo stile alimentare (e di vita) per motivi salutistici e non per motivi etici. Inoltre quasi tutti gli studi riportati nel libro sono condotti su animali (topi e cavie in particolare), quindi potrei quasi dire di avere iniziato “col piede sbagliato”. Ma ognuno deve compiere il proprio percorso e il mio, sebbene un po’ tortuoso forse, è iniziato così. La mia famiglia non brilla certo per un patrimonio genetico fortunato; tumori, cardiopatie e diabete sono piuttosto comuni nel mio patrimonio genetico e visto che all’epoca ero single e senza figli (cosa che probabilmente resterà così) mi ero ripromessa di prendermi cura di me stessa il più possibile per invecchiare bene. Ora, chi ha letto The China Study lo sa, Campbell ha riscontrato una stretta correlazione tra il consumo di proteine animali e l’insorgenza di tumori e malattie varie. Come sempre, sono spuntati studi contrari, ci sono stati oppositori e anche diffamatori, ma a me è bastato guardare in faccia questo splendido 83 enne ( all’epoca 79enne) per decidere di voler invecchiare bene come lui – e in seguito di intraprendere gli studi per acquisire il mio Certificate in Plant-based nutrition (il cui badge sfoggio sulla home in basso a sinistra).

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All’inizio non ero così convinta di “riuscirci” ; temevo sarebbe stato complicato, difficile e che prima o poi avrei ceduto alla “tentazione”. Ebbene, non mi è mai successo, ma la cosa migliore è che in 4 anni non ho mai avuto la sensazione di rinunciare a qualcosa, anzi, è vero il contrario. Mangio in modo così più infinitamente vario ora! Ho superato la dipendenza da latticini e zuccheri raffinati molto più facilmente di quella dalla nicotina. E col tempo ho scoperto i formaggi di noci e  ho imparato a preparami dolci golosissimi (o dove comprarli). La carne mi piaceva, ma non quanto i formaggi, quindi smettere di consumarla non è stato affatto difficile. Ora mi sembra quasi inverosimile che ci sia gente che ancora la mangi – ma giuro non sono quella che alza gli occhi al cielo se me la mangiate davanti, anche se nel profondo un po’ di disgusto lo provo, lo ammetto, perché ormai rivedo l’animale vivo in quello che avete nel piatto.

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Ho già elencato tutti i benefici che si acquisiscono scegliendo un’alimentazione vegetale (ecco la Top Ten a riguardo) e dopo 4 anni non posso che confermarli e ribadirli tutti. Ma ce n’è uno che non ho menzionato e che si acquista nel tempo (o almeno così è successo a me!); la calma. Forse sarà perché sto invecchiando o forse perché il mio corpo funziona meglio, ma mi sento un po’ più calma e saggia. Ho sviluppato più empatia verso il prossimo e mi amo molto di più. Anzi, ogni giorno un po’ di più e mi perdono anche i piccoli errori che commetto – ogni tanto ad esempio sfumacchio ancora, lo so, è stupido!

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Il discorso etico si è fatto negli anni importante quanto quello salutistico e io non lo davo certo per scontato; oltre ad essere attenta a non indossare alcun materiale animale, ormai mi dà fastidio persino portare le scarpe o borse che risalgono alla mia vita “precedente”, però non potevo certo dare fuoco a tutto il mio armadio eh. Per una volta benedetta sia la moda che ogni anno cambia rendendo  certi accessori obsoleti e che quindi mi permette di sbarazzarmene ” a cuor leggero”. Il mio guardaroba è ormai quasi al 100% vegan ed etico e questo mi piace molto. Così come il mio beauty-case e makeup – tutte i brand che trovate elencati nelle varie Top Ten sono tutti stati testati personalmente, ho fatto una bella ricerca eh?

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E’ la prima volta che scrivo un articolo un po’ più personale in quasi 3 anni di blog – blog nato, lo ricordo, per rispondere all’annosa domanda” Sei vegana?Quindi cosa mangi?”- e spero che chi mi segue da più o meno tempo lo possa apprezzare. Non importa perché avete scelto – o state valutando – di diventare vegani, avrete solo da guadagnarci in termine di salute e coscienza e potrete dire di fare la vostra – piccola – parte per cambiare questo mondo che proprio tanto bene non va.

Spero di festeggiare il vostro primo veg-anniversario molto presto allora!

Glenda


Una risposta a “Confessioni di una vegana”

  1. GAIA

    Brava brava, molto bello questo articolo!
    sul calma e sul saggia…non saprei se dipenda o meno dalla carne 😉
    xxx

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