10 scrittori vegetariani e vegani che tutti conoscono (anzi 15)


La Top Ten di questa settimana mi è stata richiesta dalla mia carissima Giulia che mi segue su Google+  con tanto affetto, spero davvero che tra questi ci siano i suoi scrittori preferiti! Stilare la classifica è stato piuttosto impegnativo, poiché  sono rimasta piacevolmente colpita nel trovare così tante adesioni alla filosofia ed alimentazione veg tra gli scrittori sia dei giorni nostri che del passato, quindi, non volendo fare un torto a nessuno, questa Top Ten è in realtà una Top Fifteen . Siete pronti? Iniziamo!

jonathan safran foer

Al primo posto, ecco Jonathan Safran Foer  ovviamente. E’ grazie a lui e al suo saggio “Se niente importa” del 2009   se molte persone hanno preso coscienza delle condizioni in cui gli “animali da cibo” (la sola definizione mette i brividi) vengono allevati. Vegetariano con lunghi periodi da vegano dall’età di 10 anni, Jonathan sa raccontare i maniera semplice e lucida l’orrore degli allevamenti intensivi, paragonandoli ai campi di concentramento nazisti.

Louisa May Alcott

Alternando scrittori contemporanei con scrittori del passato, mi sembra doveroso includere subito Louise May Alcott, scrittrice americana nota soprattutto per  “Piccole donne” . Guardando alla sua vita, si può ben capire quanto il personaggio di Jo  fosse ispirato a lei stessa; cresciuta in un ambiente fortemente progressista – il padre, Amos Bronson Alcott– era un noto filosofo trascendentalista, Louise fu un’abolizionista e una femminista della prima ora.  Nonché vegetariana come tutta la sua famiglia.

Il sudafricano J.M. Coetzee , premio Nobel per la Letteratura nel 2003, è anche l’autore di “The lives of animals” del 1999, nel quale il personaggio Elizabeth Costello  tiene delle conferenze presso l’Appleton College nelle quali perora la causa dei diritti degli animali ad una vita libera, in quanto esseri viventi dotati di intelletto e sentimenti. Ogni riferimento personale NON è del tutto casuale!

Mark-Twain-

Su Mark Twain ci sono pareri discordanti riguardo al suo essere vegetariano o meno, di certo c’è però che l’autore de “Le avvenure di Huckleberry Finn “ ha più volte affermato  la sua totale avversione alla vivisezione in quanto causa di dolore inutile ed è proverbiale il suo pessimismo riguardo alla dubbia moralità dell’uomo, unico essere intelligente capace di infliggere dolore senza motivo:

“I am not interested to know whether vivisection produces results that are profitable to the human race or doesn’t…The pain which it inflicts upon unconsenting animals is the basis of my enmity toward it, and it is to me sufficient justification of the enmity without looking further.”

alice walker 4

Chi non conosce o per aver letto il libro o per aver visto il film, il capolavoro “Il colore viola”? Alice Walker ne è l’autrice. Dopo aver incontrato Martin Luther King  all’Università, diventa una fervente attivista per i Diritti Civili di uomini e donne di colore,gay e lesbiche. Femminista della prima ora e vegetariana sin dall’infanzia- l’aver lavorato con la sua famiglia per una fattoria casearia ho notevolmente influito sulla sua decisione, Alice non tollera di essere responsabile della sofferenza di essere viventi. Curiosamente però continua a mangiare pesce e uova….

George_Bernard_Shaw_

Il dublinese G.B. Shaw  scelse sin da giovane di diventare vegetariano per motivi etici, e fu poi grazie all’amicizia con Henry Salt (autore di A Plea for Vegetarianism) che iniziò a recensire libri per la Pall Mall Gazette dove acquistò notorietà e iniziò a farsi un nome. Insomma, quando si dice fare la scelta più azzeccata per la propria vita 😉

Il controverso Alan Moore  oltre ad essere uno scrittore fumettista di grande fama – tra i miei preferiti cito V per Vendetta e From Hell , compositore e, dal 1993, autoproclamato mago, è anche vegetariano. Una vita controcorrente!

Charlotte_Bronte_

Jane Eyre è ancora oggi un  romanzo decisamente inusuale e ancora molto attuale grazie alla forte personalità e all’indipendenza della protagonista. Non stupisce dunque che  Charlotte Bronte fosse vegetariana, anche se di prove certe non ce ne sono molte, ad onor del vero, poiché la biografia delle sorelle scritta da Elizabeth Gaskell si è rivelata piuttosto “fantasiosa” su molti aspetti della loro vita . Ad ogni modo, delle sorelle Bronte era la maggiore e anche quella che visse più a lungo, purtroppo morì di parto.

peter-singer

Il filosofo australiano Peter Singer   è un vero pioniere del movimento per i diritti degli animali ed è tuttora uno degli attivisti più influenti. Grazie al suo scritto del 1975 “Liberazione Animale”  la sua tesi antispecista ha preso voce. Vegano.

MaryShelley

Sono tante le donne dei secoli passati che, contravvenendo alle convenzioni sociali del tempo, hanno intrapreso una carriera artistica e hanno portato avanti una scelta alimentare sicuramente osteggiata e considerata folle in tempi in cui la carne (che non arrivava certo da allevamenti intensivi) era considerata un bene di lusso. Tra di loro, c’era anche la modernissima Mary Shelley , la quale ha avuto una vita molto più movimentata  dei personaggi della sua opera più dark e più nota “Frankenstein” e tutto ciò grazie all’amore che l’ha unita a colui che, non dopo parecchi drammi e tragedie, divenne suo marito, il poeta Percy Bysshe Shelley . La prima coppia vegana di cui si abbia notizia!

Considerato il padre della fantascienza, H. G. Wells , autore de “La guerra dei mondi” – solo per citarne uno-  era talmente avanti in tutto da essere chiaramente vegano. Nel romanzo “A modern utopia” del 1905 descrive un pianeta simile in tutto e per tutto alla terra dove la gente ha deciso di chiudere i macelli e smettere di nutrirsi di carne. Sono passati 110 anni e ancora questo passo non l’abbiamo fatto, ma speriamo di arrivarci presto!

Amico del padre di Louise May Alcott, il filosofo trascendentalista  Henry David Thoreau  visse tra i boschi per due anni alla ricerca del contatto più vero e profondo con la natura e con se stesso, dopo aver rinnegato la società moderna dedita solo al “mercanteggio” . Da questa esperienza ne trasse il materiale per scrivere “Walden, ovvero vita nei boschi ” nel 1854 , il primo romanzo ecologico moderno. Vegetariano.

Upton Sinclair  denunciò nella sua opera “La giungla” del 1906 la situazione prossima alla schiavitù di lavoratori e bestiame nei macelli di Chicago. Si mescolò agli immigrati sottopagati, misurò come il Sogno Americano fosse lontano da quei recinti per il bestiame e ne trasse un libro in cui la giungla era quella dei macelli: con topi enormi che finivano dentro le macchine delle salsicce, mucche malate macellate, rifiuti e budella tirati su dal pavimento e impacchettati come prosciutto. Lo scandalo in America fu enorme. Sinclair denunciava le condizioni inumane degli immigrati, rappresentava i rapporti di produzione dell’America capitalista: la sua descrizione del macello fu però così convincente che la nazione allibita pensò a quello che mangiava più che a come venivano trattati  gli immigrati. «Puntavo al cuore del pubblico, per sbaglio l’ho colpito nello stomaco», disse sconsolato. Ma gli animali e i vegani  lo ringraziano 🙂 Dopo quella tremenda esperienza chiaramente non toccò più nessun derivato animale.

Franz_Kafka_

Essere vegan (o vegetariano) in un’epoca come quella in cui visse Franz Kafka  comportava necessariamente essere un outsider che per esprimersi doveva utilizzare allegorie, spesso oscure, ammettiamolo, perché il caro Franz non è certo uno degli autori più semplici da comprendere, ma sicuramente colpisce esattamente dove vuole colpire e dà voce ad ansie e angosce universali. Vegano dall’età di trentanni, ne trasse una grande senso di pace nei confronti degli animali.

Tolstoy

Chissà se anche Anna Karenina era vegana? Di certo lo era Lev Tolstoj  che abbracciò  gradualmente una dieta vegetariana (per compassione verso gli animali) e cercò di praticare uno stile di vita di sobrietà e povertà. Il desiderio di non vivere nel lusso, di non possedere alcunché, di non mangiare più carne, tutte idee nient’affatto condivise dalla moglie di Tolstoj, furono alla base di un lacerante ed interminabile conflitto casalingo. Per fortuna – della moglie- la fama di Tolstoj è legata anche al suo pensiero pedagogico, filosofico e religioso, da lui espresso in numerosi saggi e lettere che si basa sullo spirito non violento 😉

Voltaire_

E concludiamo questa Top Fifteen  degli scrittori vegani con l’illuminista Voltaire  che in numerose sue opere – da “Zadig” a “La principessa di Babilonia” e soprattutto “Dialogo del cappone e della pollastrella”- ribadisce il suo deciso attacco all’idea teologica della differenza essenziale e sovrannaturale fra l’essere umano e gli animali e della superiorità di diritto divino da parte dell’uomo nei confronti dell’intera natura.Partendo da questa critica, lo scrittore condanna la vivisezione e i tormenti inflitti agli animali d’allevamento, mostrando simpatia per il vegetarismo. Tanto ci può bastare per consideralo veg? Forse no, ma sicuramente ce lo rende più simpatico!


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