Dole FRESH Fest, Charlotte (NC)


Chi mi segue su Facebook o Instagram lo sa già, dal 21 al 23 settembre sono stata mandata a rappresentare Dole Italia al primo Dole FRESH Fest organizzato da Dole a Charlotte, in North Carolina. Insieme a me per occuparsi della parte lifestyle c’era anche Valentina di Zagu Fashion  oltre ad una quindicina circa tra blogger e dietisti provenienti dai diversi stati degli U.S.A. Lo scopo di questo Blogger Summit era diffondere la filosofia Dole, vistando il Dole Nutrition Institute e parlando direttamente con dirigenti, scienziati e ricercatori di Dole. Tanti i temi toccati, dalla ricerca al marketing e comunicazione, ma su tutto ha prevalso la voglia di far conoscere Dole non solo come la multinazionale leader mondiale nella distribuzione di frutta & verdura quale è, bensì come azienda che ricerca scientificamente prove inoppugnabili sul potere protettivo dei prodotti che commercia perché convinta di poter migliorare la vita delle persone attraverso la diffusione di una corretta alimentazione. Ecco dove mi trova assolutamente d’accordo.

“I am the Master of my life, I am the Captain of my soul” David H. Murdock

Dole così come la conosciamo noi ora nasce nel 1991, ma le sue vere origini risalgono addirittura al 1901, quando James Dole  fondò la Hawaiian Pineapple Company. Il fatto che passò alla storia come il Re degli Ananas dà un’idea del suo successo direi! Non è da meno quello riportato da David H. Murdock, classe’23, presidente e maggior azionista di Dole, con un debole per la poesia e un fiuto infallibile negli affari. Cosa porta dunque un milionario a voler investire e fondare un Istituto di Ricerca sulla Nutrizione? Probabilmente la convinzione, vissuta sulla propria pelle, che la salute sia davvero la cosa più importante, se infatti la sua carriera è costellata solo da successi, la sua vita personale è stata funestata da lutti; ha perso a causa del cancro la moglie Gabriele e due dei loro tre figli in terribili incidenti. Un uomo che ha tutto conosce bene cosa davvero abbia valore alla fine del giorno, ecco perché Mr Murdock  segue con particolare interesse tutte le ricerche e si offre spesso come “cavia” per i test – va detto da subito che Dole non utilizza animali per i suoi test, ma solo umani consenzienti 😉

Ma partiamo con ordine; sabato 19 settembre io e Valentina partiamo alla volta di New York City, sette ore di volo dopo e un altro paio in attesa di superare i rigidissimi controlli americani, eccoci a Manhattan! Con meno di 24 ore a disposizione prima di partire alla volta di Charlotte, nostra destinazione finale, abbiamo dovuto fare del nostro meglio per vedere almeno una piccolissima parte di quanto la città che non dorme mai aveva da offrire. Eccoci dunque girare come trottole tra il Village e Washington Square Arch, cenare a Koreatown, vedere l’Empire State Building, fare un po’ di foto in Times Square e passeggiare la domenica mattina presto a Central Park. Tante, troppe le cose da fare e vedere in una metropoli del genere, ma questo ci ha regalato la voglia di tornarci quanto prima, quindi non è stato affatto male 😉

CollageNYC

L’indomani si riparte, direzione Charlotte, capitale del North Carolina, una della maggiori città del Sud-Est degli Stati Uniti, nota anche come Queen City (deve il suo nome alla Regina Carlotta, sposa di Re Giorgio III d’Inghilterra) spicca per il suo skyline di grattacieli, la sua vocazione industriale ben rappresentata dalle quattro imponenti statue in bronzo agli angoli della Independece Square che raffigurano  Future, Commerce, Transportation e  Industry  unendo idealmente il passato, presente e futuro della città, le belle case vittoriane nel quartiere di Four Ward, la scultura Il Grande Disco di Arnaldo Pomodoro, gemella di quella che si trova a Milano e un’infinità tra chiese di diverse confessioni. Ciò che davvero mi ha colpito profondamente di Charlotte è stata la gentilezza delle persone però; dal netturbino al dirigente che si reca al lavoro, dalla commessa al cameriere, ma anche il semplice pedone che incrocia la tua strada, è tutto un susseguirsi di sorrisi aperti e sinceri, cortesia e curiosità genuina. Credetemi, se vi vedranno cercare il nome di una strada, non importa che sia lunedì mattina e voi siate “in vacanza” e loro stiano andando al lavoro, si fermeranno e si faranno in quattro per indicarvi ciò che cercate e non esiteranno a chiedere lumi ad altri passanti o cambiare il proprio percorso per assicurarsi che arriviate a destinazione sane e salve. Provate a fare lo stesso un qualsiasi giorno della settimana in metropolitana a Milano, vi sarà già andata bene se vi avranno guardato in faccia!

CollageCharlotte

Ma arriviamo al Cocktail seguito da cena che ha aperto ufficialmente la I° edizione del Dole FRESH Fest, dove FRESH è anche l’acronimo di “Finding Reasons to Eat Simply Healthy“, tanti i blogger americani presenti (o meglio, le blogger, ma poiché c’era anche un uomo sono “costretta” ad utilizzare il genere maschile!), tutti coinvolti nel Food o Lifestyle, tutti interessati all’aspetto Healthy del cibo, con grande attenzione dunque per il biologico. Solo io e un’altra blogger però eravamo vegane 100%, le altre non erano certo carniste, ma la maggior parte non disdegnava il pesce (proprio come Mr Murdock comunque). Le scelte alimentari ad ogni modo non mi hanno in alcun modo limitato, proprio perché la filosofia Dole considera frutta & verdura come essenziali componenti della nutrizione e l’eventuale carne o pesce come un “contorno”; nessuno dei piatti preparati aveva come ingrediente- chiave un derivato animale, ecco perché la versione vegana era semplicemente la base di ogni piatto. E’ stato bello non sentirsi troppo strani o diversi!

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Il giorno seguente, dopo una meravigliosa colazione, ci siamo recati al North Carolina Research Campus di Kannapolis  a circa 45 minuti da Charlotte. Il Campus esiste da 7 anni, è composto da 8 differenti Istituti ed impiega oltre 300 scienziati. Va da sé che le strutture siano a dir poco imponenti!

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Tra i marmi bianchi italiani, le opere d’arte orientale appartenenti alla collezione personale di Mr Murdock e i soffitti affrescati con frutta e verdura, ciò che colpisce è il colore giallo banana di pareti e pavimenti – persino nei laboratori. Direi che è un gesto doveroso da parte di una persona che deve la sua fortuna a banane ed ananas, inoltre quella bella tinta- la preferita di Mr Murdock- regala un’aria meno fredda a stanze come i laboratori che diversamente mi sarei immaginata inospitali.

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Durante la Conferenza tenuta da Bil Goldfield, direttore di Nutrition&Health Communications, il dottor Nicholas Gillitt, Vice Presidente di Nutrition ResearchCarrieAnn Arias, Vice Presidente Marketing ho appreso informazioni che proprio non possedevo. Ho scoperto perché, ma soprattutto quanto, le ricerche scientifiche siano più affidabili e credibili della mera pubblicità a pagamento, quanto il Marketing sia interessato a studiare le tendenze di consumo, ma anche i flussi migratori nei vari paesi per offrire sapori e cibi diversi. Ma soprattutto ho imparato che ANCHE la banana va mangiata con la buccia! Ebbene sì, Dole dà molta più importanza ai fitochimici rispetto a vitamine o minerali  contenuti nella frutta &  verdura. Perché? Perché è scientificamente provato che i fitochimici (chiaramente reperibili solo nei vegetali) abbiano un forte fattore protettivo nei confronti dello sviluppo di alcune malattie (soprattutto malattie cardiache, diabete e alcune forme tumorali), e dove si trovano la maggior parte degli antiossidanti  (e persino la dopamina) contenuti nella banana? Nella buccia. Quindi d’ora in poi nei miei frullati aggiungerò non solo la polpa, ma anche la buccia della banana (a patto che sia biologica). E sapete che una ricerca Dole del 2012 ha scientificamente stabilito che una semplice banana ha lo stesso potere  performante di una bevanda energetica pre e post esercizio? Solo che contiene meno zucchero e meno calorie…e costa anche molto meno 😉  “qualcuno” non l’ha presa benissimo!

 Le tendenze del mercato confermano ottime notizie, soprattutto per noi vegani! La tendenza infatti ha dimostrato un generale consumo maggiore non solo di frutta & verdura, ma anche noci e frutta oleosa (pare che gli Americani impazziscano per il pistacchio, chissà cosa succederebbe se provassero i nostri meravigliosi pistacchi siciliani di Bronte?), cereali privi di glutine e fonti proteiche vegetali non basate sulla soia – ovvero legumi, funghi e ortaggi della famiglia delle Brassica oleracea, quali cavolfiore, cavoli in generale e broccoli. In pratica sembra quasi che siano i vegani a determinare il mercato, no? Forse non siamo più quelli strani, forse tante altre persone, non necessariamente veg, stanno capendo che siamo degli apripista piuttosto!

Per quanto riguarda l’assaggio dei nuovi prodotti Dole mi è andata un po’ male; delle due varietà di insalate confezionate, ho potuto testare solo la Pomegranate, poiché la Poppy conteneva un dressing a base di yogurt 🙁 . D’altra parte devo dire che la Pomegranate era davvero squisita grazie alla croccantezza del cavolo rosso, la dolcezza del melograno essiccato e l’apporto sapido e proteico dei semi di sesamo! Ottima anche la nuova varietà di sedano più croccante e meno “mentolata” di quello tradizionale. Delle insalate monoporzione presentate invece non ho potuto gustarne nemmeno una, 2 infatti contenevano pollo e le altre 2 latticini o miele 🙁  Mi sono rifatta a pranzo, non temete!

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Il vero trauma è arrivato dopo…quando fuori dall’Istituto ci aspettavano 3 Marcantoni per un simpatico bootcamp. E già, perché l’alimentazione giusta è importante, ma anche l’attività fisica non è da meno per il conseguimento di un ottimale stato di benessere e salute. Io in tale senso ho davvero tanto da imparare, inutile nascondervi che ho fatto una figura davvero pessima, ma a mia “discolpa” posso dire che la lezione di yoga mi è stata decisamente meno fatale!

CollageBootCamp

Infine la sera abbiamo avuto l’onore di assistere al cooking show dello chef scozzese Mark Allison, direttore di Culinary Nutrition. Commovente la passione tangibile di quest’uomo per il suo lavoro, lavoro che prevede lo sviluppo e l’insegnamento di ricette salutari per far capire l’importanza di una corretta alimentazione in un paese in cui ci sono più fast food che farmers market. Con un figlio diabetico sin dalla primissima età e una moglie sopravvissuta al cancro, chef Mark ha fatto del suo lavoro una missione, le sue parole mi hanno emozionato profondamente. Ahimè non ho potuto provare però le sue ricette express (ma tutto il resto della cena sì) poiché la golosissima insalata di pesche grigliate conteneva miele e yogurt greco, ma prima che passi del tutto la stagione delle pesche voglio rifarla in chiave veg sostituendo il miele con malto di riso o sciroppo d’agave e lo yogurt con yogurt di soia, e l’insalata a base di ananas, banana e papaya conteneva addirittura i gamberi! Ma di certo non sono rimasta affamata a lungo, credetemi;

CollageDoleCookingShow

Memorabile la zuppa di patate dolci con banana, rapanelli e spuma di cocco, nonché il pandispagna al cioccolato con coulis di lamponi gialli!

Il giorno dopo è arrivato il momento dei saluti e di concludere così un’esperienza che mi ha arricchito molto e mi ha trasmesso la consueta curiosità di scoprire ed imparare sempre di più, nonché ha cementato ancora di più la mia convinzione della correttezza della scelta veg! Grazie dunque a Nicholas Gillitt, Bil Goldfield, Xavier Roussel, CarrieAnn Arias, Jenn LaVardera di Dole, ma anche a Collin e Christia di Amusement Park , a tutte le blogger presenti con le quali è stato possibile scambiare opinioni (e ricette), tra tutte l’adorabile Lisa di Husmor Lisa, ma soprattutto un grazie enorme a Dole Italia nella persona di Cristina Bambini, vegetariana e Responsabile Marketing e Comunicazione  che ha creduto nel mio piccolo e giovane blog – insieme a Gioia, Simone e Nicoletta-  e per finire (il giorno in cui scriverò un libro sarà la fine con tutti questi ringraziamenti nemmeno avessi vinto un Oscar!) grazie alla mia compagna di viaggio, Valentina, che mi ha insegnato a non guardare in camera nelle foto 🙂


Una risposta a “Dole FRESH Fest, Charlotte (NC)”

  1. Pittarosso Pink Parade 2015 a Milano - It's healthylicious

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