Dole e le sue berries


Per quanto ogni stagione offra un vasto assortimento di frutta e verdura è indubbio che siano la Primavera e l’Estate le stagioni più generose; i colori ed i sapori della frutta estiva e la temperatura più calda invogliano anche i più restii a consumare maggiori quantità di cibo crudo per fortuna. Io ho una passione in particolare per i lamponi e tutte le berries in generale; le more mi ricordano quando da bambina le mangiavo direttamente dalla pianta in attesa che scoccassero le fatidiche ore quattro del pomeriggio in cui mi era di nuovo permesso di fare il bagno, i mirtilli mi riportano alla mente mio padre quando mi incoraggiava a mangiarli per non avere problemi alla vista (come lui), il ribes mi ha sempre fatto sentire molto “americana”, avendolo conosciuto attraverso i telefilm della mia adolescenza e le fragoline di bosco, con quel nome così vezzoso, non potevano non conquistarmi fin da subito.

Berries presentazione

Che fossero buone e preziose lo sapevo da tempo dunque, ma in che modo e quanto fossero efficaci per raggiungere e mantenere uno stato di benessere no, ecco perché quando Dole Italia mi ha dato la possibilità di incontrare la dott.ssa Mary Ann Lila, direttore del Plants for Human Health Institute alla North Carolina State University ho gioito non poco, complice anche il fatto che ora, dopo aver finalmente preso il mio Plant-based Nutrition Certificate presso la T. Colin Campbell Foundation , ho delle conoscenze sulla Nutrizione che prima non possedevo proprio.

Di recente infatti Dole Italia ha introdotto nel nostro mercato le sue berries  (insisto nel chiamarle berries e non frutti di bosco in quanto manca l’uva spina nel bouquet) e ha lanciato la campagna “Dammi quei cinque!” per informare i consumatori delle proprietà fito-nutrizionali di ogni singolo frutto attraverso flyer posti  all’interno delle vaschette dei fruttini, inoltre ha indetto un concorso online con tanti premi in palio, quali buoni Decathlon,  gift card Mondadori, Apple Sport Watch ed  e-Reader Kindle. In quest’ottica ha dunque invitato la dott.ssa Mary Ann Lila, conosciuta nell’ambiente come “la rockstar del mirtillo”, a parlare delle sue ricerche e scoperte nel campo della fitonutrizione . E’ da oltre 25 anni che il team di ricerca capeggiato dalla dott.ssa Lila studia i vantaggi per la salute umana dei nutrienti presenti nelle berries e nei mirtilli in particolari, i modi per isolare le sostanze fitochimiche degli stessi e le possibili nuove applicazioni biomediche.

mary ann lila 1

A costo di sembrare eccessivamente frivola, devo ammettere che la prima cosa che mi ha colpito della dott.ssa Mary Ann Lila è stata la grana ed il colorito radioso della sua pelle, da metterci la firma subito insomma. La ricetta segreta? Le berries ovviamente, in particolare i suoi amati mirtilli, ricchi di antiossidanti, l’unica reale arma per contrastare i segni dell’età. Possiamo spalmarci in faccia una super crema costosissima, ma se poi fumiamo o mangiamo cibo altamente processato e poco sano non fermeremo mai i radicali liberi, i responsabili del danneggiamento delle nostre cellule. La dott.ssa Lila mangia 240 gr di mirtilli  tutti i giorni da ben 25 anni  e si vede!

Attenzione però la forza delle berries sta nella loro unione, solo consumate insieme (e regolarmente) si ha modo di ottimizzare le proprietà dei fitochimici che contengono. Questi composti vegetali oltre a svolgere un’azione antiossidante (che ha effetti anche sul miglioramento cognitivo durante la vecchiaia, non solo sulla bellezza esteriore della nostra pelle!), aiutano i processi anti-infiammatori ed incrementano le difese immunitarie grazie allo sviluppo di prebiotici necessari all’attività dei batteri “buoni” importanti per la salute digestiva. Tutto ciò fa sensibilmente diminuire il rischio di soffrire di ipertensione (con conseguenti problemi cardiovascolari), di vari tipi di cancro (riducendo la proliferazione e la crescita delle cellule tumorali) e di diabete, tre tra le cinque maggiori cause di morte al giorno d’oggi (le altre due sono infarto ed ictus- qui il report dell’U.S. Department of Health and Human Services del 2014).

Varietà di consumo e prodotto crudo sono dunque i modi che la dott.ssa Lila consiglia per ottenere reali benefici; niente integratori in questa caso quindi, macedonia batte pillolina 1 a 0 😉  anche perché le berries sono facilmente reperibili (al contrario di certi funghi di cui ho parlato in un altro articolo) e quando non in stagione si possono consumare congelate o liofilizzate. In tutte e tre i casi infatti questi fruttini mantengono inalterati i composti fitochimici, le vitamine ed i minerali che li contraddistinguono. Persino gli zuccheri che contengono fanno parte degli zuccheri “buoni” di cui abbiamo bisogno, quindi mangiamone senza problemi (lo sottolineo perché persino recentemente mi è capito di sentire qualcuno convinto che la frutta facesse ingrassare a causa degli zuccheri che contiene… ma preoccuparsi dei grassi saturi e dell’eccesso di proteine animali no?).

Biologico anche in questo caso è meglio, è provato infatti che le berries coltivate con metodi biologici contengano una maggior quantità di fitochimici; addirittura quelle selvatiche, che hanno dovuto lottare per maturare, ne contengono davvero molti di più. A questo proposito, se vi capita di andare in Alaska durante la sua brevissima stagione estiva fatene incetta, pare che quelle siano delle super berries  infatti.  Un effetto secondario che le ricerche della Dott. ssa Lila stanno avendo ha un impatto sociale che merita davvero di essere ricordato; le nuove generazioni di nativi americani stanno riscoprendo le modalità di coltivazione e produzione tipiche dei loro avi ( il mirtillo infatti è originario del Nord America) e questo loro coinvolgimento nella riscoperta culturale e storica del loro popolo sta contribuendo a ridurre i problemi di alcolismo ed alienazione che li contraddistinguono (a causa dell’isolamento sociale dentro e fuori le “riserve” ovviamente).

Le berries  di Dole sul nostro mercato non attraversano certo l’oceano per arrivare sulla nostra tavola, sono infatti nostrane, ma è comunque confortante sapere che- seppur in maniera indiretta- contribuiscano al benessere generale e non solo al proprio.

Incontrare una scienziata così appassionata ed entusiasta del proprio lavoro come Mary Ann Lila è stato davvero importante per me, il fatto poi che, seppur da onnivora a prevalenza vegetale, concordasse completamente sull’importanza di un’alimentazione  integrale e vegetale non ha fatto che confermarmi la bontà della mia scelta e spero che spinga tutti gli onnivori a preferire sempre più il consumo di frutta e verdura fresca. Senza dimenticare le preziosissime (e bellissime) berries ovviamente!

vaschette berries DOLE


Lascia un commento