I 10 ingredienti che non mancano mai nella dispensa di un vegan ( o quantomeno nella mia)


 

Eccoci qui con il consueto appuntamento settimanale della Top Ten, spero di strapparvi ogni volta un sorriso, io mi diverto parecchio a stilare queste classifiche! Questa volta voglio rispondere un po’ a chi si nasconde dietro la scusa che ” i vegani mangiano cose strane, complicate e lunghe da preparare”, ebbene sì, ho sentito dire anche questo! Ammetto che ci sono veri e proprio chef vegan capaci di utilizzare materie prime quasi sconosciute od introvabili ai più, ma questi sono – appunto- chef, che creano piatti e ricette per un pubblico ( pagante), non amabili cuoche allo sbaraglio ( come me) che cucinano per passione e per necessità ( una famiglia da sfamare rapidamente, ad esempio!). Per sfatare questo “mito onnivoro” sulla cucina vegana,, di seguito riporto gli ingredienti base che non possono mai mancare in una dispensa vegan ( o vegan friendly) …vedrete che di laborioso, strano o raro c’è davvero ben poco e ormai il vegan cittadino può quasi  fare la sua spesa in un qualsiasi supermercato munito di reparto biologico!

casalinga

pasta e noodles

Al primo posto, alla faccia di chi è ancora convinto che i carboidrati “facciano ingrassare”  ( mai sospettato che più che la pasta sia il sugo unto e bisunto con cui la condite a renderla “ingrassante”??), nella dispensa del Vegan Medio  c’è la pasta, in ogni sua possibile forma e composizione, meglio se da cereale integrale (più ricco di fibra e meno di zuccheri) ; quindi sì allo spago, ma anche ai noodles , via libera al riso, al farro, all’orzo, alla quinoa ( in realtà un semicereale), al grano saraceno…insomma, a tutti i cereali possibili ed immaginabili.

farine

Di conseguenza, la dispensa vegan è fornitissima di farine di ogni tipo; ceci, castagne, grano  e così via. Indispensabili per creare dolci, farifrittate o semplicemente una bella pasta fresca fatta a mano. Ogni farina ha il suo sapore unico, io amo particolarmente quella di riso perché estremamente versatile; è perfetta per fare la pastella e ha un potere agglomerante ed addensante nei sughi e anche nei dolci – abbinata al cacao- regala grandi sorprese! Unica farina se non bandita, quasi, dalla dispensa vegan è quella super raffinata 00. Noi vegan siamo semplici, le cose raffinate non ci piacciono ;-p

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Quando sono all’estero, l’ingrediente che mi manca davvero di più in assoluto è il nostro buon olio extra vergine d’oliva. Ritengo che di migliori non ne esistano e sono felice di investire delle discrete cifre in un olio che ritengo ottimo; la qualità (quella vera però!) va pagata e sostenuta. Ovviamente però nella dispensa vegan, dove l’olio evo  la fa da padrone,  non mancano altri oli per altri utilizzi: olio di semi per la preparazione di cibi orientali ( ma anche olio di cocco), olio di mais per la preparazione di dolci e – perché no- anche olio di sesamo o di noci per regalare un gusto nuovo ad una insalata verde.

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Fin qui direi che la dispensa del Vegan Medio non si discosta molto da quella dell’Onnivoro Standard, no? Allora introduciamo un alimento  per vegan che sempre più onnivori apprezzano: il latte vegetale. Finiti i tempi in  cui il latte di soia aveva uno strano colorino giallastro e sapeva di cartone, ora c’è solo l’imbarazzo della scelta, ma poi perché scegliere?Parola d’ordine: variare…e divertirsi con tutti questi nuovi sapore!Latte di mandorla ( magari non dolcificato), di nocciola ( quello di  noci Macadamia della Provamel è per me  semplicemente da urlo!) , di cocco, di riso o d’avena , senza dimenticare che anche quello alla soia ormai è buonissimo  e lo si trova anche aromatizzato al cacao o alla vaniglia piuttosto facilmente.

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Ecco finalmente il primo vero e proprio alimento per vegan, il tofu ,nato in Cina e già in uso nelle ricette tradizionali dal II secolo d.C.  e diffuso poi in Giappone ( da cui curiosamente proviene il nome a noi noto)  e in tutto il Sud Est Asiatico. Il caglio di soia, il “formaggio” di soia insomma, quello che i più ancora si ostinano a definire insapore, non capendo che è proprio questa la sua peculiarità e raffinatezza: il tofu è versatile e va condito, cotto, stufato, insaporito con spezie, fritto…insomma, per ogni ricetta acquisto un sapore diverso, ma se vi ostinate ad aprire la confezione, tagliarlo a cubetti e mangiarlo così com’è, beh, il problema è la vostra mancanza di fantasia allora 😉

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Stessa sorte tocca al seitan, presente nelle dispense del Vegan Medio non intollerante al glutine ( dove viene rimpiazzato coi derivati del lupino) : se non cucinato e condito, non ha un gusto  definito,ma è capace di assorbire  ogni spezia e condimento, assumendo un sapore straordinario e sempre diverso. In cucina ci vuole amore e fantasia!

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I legumi, come i cereali, ricoprono un ruolo molto importante nella alimentazione vegana, essendo una grande fonte di proteine vegetali. Quante varietà di fagioli  conoscete così ” ad occhio e croce”?  Ebbene, su 14.000 varietà esistenti, 26 sono quelle utilizzate in cucina. E parlo solo di fagioli, trascurando ceci, lenticchie e piselli ( e relative varietà di ciascuno). All’onnivoro malizioso che pensa che i vegan siano degli “scoreggioni”…..eh, tutto sommato meglio rischiare di soffrire di flautulenza per via delle fibre contenute nei legumi,. piuttosto che per espellere i gas prodotti dalla cattiva digestione ( leggi putrefazione) dovuta all’errata combinazione alimentare. Inoltre, come dice Shrek  “meglio fuori che dentro” 😉

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E’ talmente ovvio e scontato che la dispensa vegan ( ed il frigorifero) sia colma di frutta, verdura ed ortaggi che quasi dimenticavo di inserirli nella classifica! Parola d’ordine: varietà, stagionalità, km 0 (quando possibile) e agricoltura biologica.

Alimento praticamente bandito nella cucina vegan è lo zucchero bianco raffinato, sia che si sia vegan etici ( spesso per sbiancare lo zucchero si utilizza carbone animale – leggi ossa) o vegetaliani ( vegan per motivi di salute – termine che utilizzo raramente perché secondo me fa solo fare una grande confusione, inoltre detesto distinzioni ed etichette!)  in quanto tutto ciò che subisce processi di raffinazione perde inevitabilmente le maggior parte delle proprietà nutritive.  Il Vegan Medio quindi utilizza zucchero grezzo di canna o- meglio ancora- lo zucchero muscovado  nutrizionalmente più ricco degli altri zuccheri nonché meno calorico. Si trova in ogni mercato etnico che si rispetti, essendo uno dei prodotti maggiormente esportato dalle Filippine.

lievito-alimentare-in-scagl

Concludo  la classifica inserendo un altro alimento squisitamente vegan, forse persino più di tofu e seitan, anche perché questo ancora non si trova nelle grandi catene di distribuzione alimentare, sto parlando del lievito alimentare, ossia lievito di birra essiccato o liofilizzato ( in modo da non perdere i nutrienti, su tutti, la vitamina B12) che sostituisce a tutti gli effetti il formaggio grattugiato nelle preparazioni vegan, soprattutto se triturato con noci o mandorle. Visto così, non ha un aspetto particolarmente invitante e l’odore è formaggiosamente pungente, ma il lievito alimentare è davvero capace di trasformare un risotto, riuscendo ad ingannare un onnivoro e lasciargli la convinzione che sia stato mantecato con grassi animali. Provare per credere!

Ebbene, cosa ve ne pare?La dispensa vegan è davvero così diversa, complicata e piena di prodotti difficile da reperire? Io non credo, ritengo però che  la cucina vegan necessiti di grande creatività e fantasia, nonché di amore…come tutte le cose migliori della vita <3

 


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