I 10 problemi del vegano


Anche i vegani hanno i loro problemi, bisogna ammetterlo, la vita non è fatta tutta di cavolfiori e  carote ahimè. Ogni mattina un vegano si sveglia e sa che dovrà affrontare almeno dieci dei seguenti problemi e , nel caso non ci riuscisse, cadrà vittima dell’onnivoro di turno. Ecco qui un modo per farsene una ragione e trovare una soluzione a questi problemi dunque;

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Sarà capitato anche ad un onnivoro di uscire a cena ( magari per un primo appuntamento!) e rendersi conto una volta a casa ( nella peggiore delle ipotesi) di aver amabilmente sorriso tutta sera con qualcosa di verde incastrato nei denti, ovviamente non nei molari, no, no, troppo facile, bensì sugli incisivi! Ebbene, il rischio che ciò accada per un vegan è dieci volte superiore ; insalata, spinaci e cosa dire degli adorati semi di sesamo- effetto dente giallo- o i semi di papavero- effetto microcarie ? Siamo quel che mangiamo, no?E noi lo facciamo anche vedere 🙂 Soluzione? Dentifricio e spazzolino da borsetta e la capacità di individuare la toilette in qualsiasi tipologia di locale ( tanto di solito è in fondo a destra)

Il vegano informato sa che ogni singolo giorno della sua vita dovrà prendere un integratore di vitamina B 12, ovvero dovrà sprecare ben 4 secondi ogni giorno per porre sotto la lingua una mezza compressa al gusto di ciliegia ( mezza nel caso prendesse quella di LongLife come in foto) . Quante altre cose si possono fare in 4 secondi? Mmmm vediamo; fare zapping in tv o tirare lo sciacquone del wc , insomma, cose socialmente più utili, no ? 😉 Inoltre quanti soldini dovrà  spendere il vegano per sopperire alla possibile carenza di vitamina B 12? Ebbene, all’incirca € 20,00/ 25,00 all’anno. Praticamente il costo di una pizza e birretta in un posto carino a Milano in cui trascorrere due ore.  Riuscirà un vegano a mettere da parte €0,06 cent al giorno per potersi permettere l’integratore?

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Ma al povero vegano con la sua insalatina smilza e scondita mancherà di certo la carnazza, no? Questo è il pensiero medio di ogni onnivoro . Ecco perché molto spesso ci tengono a mangiarcela davanti, sperano di farci “rinsavire”, cari loro! Ebbene, onnivori fatevene una ragione, la carne non ci manca, non ce la sogniamo di notte e a dirla tutta ci disgusta persino un po’ perché cruda la vediamo per quella che è davvero, ovvero un pezzo amputato di una bestia, peraltro non molto differente da noi ( o da come noi potremmo apparire dissezionati e imbustati)  e cotta ci appare sanguinolenta e anche un po’ putrida, però per carità certi aromi usati sulla carne sono strepitosi…e lo sono ancora di più quando non servono a mascherare altri sapori 😉

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Un altro problema  che il vegano quotidianamente affronta è il racconto dei cibi ingurgitati dall’onnivoro quando questi scopre di trovarsi davanti ad un erbivoro. Da quel momento partono racconti inenarrabili di BBQ conviviali con gli amici, cena di Natale  o piatti tipici assaggiati in località esotiche dove canguri ed emù sono piatti nazionali. Per poi aggiungere che comunque loro non mangiano molta carne, di solito  è carne bianca – ne sarà felice il pollo ingozzato di antibiotici e ormoni della crescita per diventare pronto per essere mangiato in meno tempo. E’ come se si aspettassero una sorta di “assoluzione”, del genere “Vedi io mangio carne e latticini QUASI ogni giorno,ma non proprio tutti, tutti, sono bravo no?” Io però – come molti altri vegan immagino- non sono un prete e ritengo che il modo in cui chiunque voglia gestire la propria vita  e il proprio corpo sia un affare tutto suo – fintanto che non limiti la  mia libertà di poter fare altrettanto senza dovermi  scusare.

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In genere, dopo i racconti carnivori, parte in automatico la celeberrima domanda ” Ma quindi cosa mangi?” a volte tale domanda è sincera e posta da persone interessate ed incuriosite, pronte a rimettere in discussione i loro preconcetti o le informazioni che hanno sempre preso per valide senza approfondirle in alcun modo, altre volte la domanda è provocatoria e sarcastica. Il problema del vegano è quindi capirlo PRIMA di iniziare la sua dissertazione su nutrizione ed affini. Come fare ? Se l’onnivoro in questione quando ha capito che voi siete vegan ha cambiato la sua ordinazione da “spaghetti alla carbonara” a  ” tagliata di filetto al rosmarino”, ci sono buone probabilità che faccia parte della categoria “vegano stammi lontano” e vi sfidi apertamente, se invece  non l’ha modificata  ( in fondo i pezzetti di guanciale sono piccoli, piccoli, no?)  o invece l’ha sostituita con una pizza magari alle verdure ( non pretendiamo subito anche la rimozione della mozzarella, dai, diamogli tempo!) , ci sono ottime probabilità che la persona davanti a noi sia quantomeno interessata ed aperta ad integrare nuovi cibi nella sua alimentazione. Insomma, ci tocca andare ” a naso” e visto che il nostro olfatto è decisamente migliorato da quanto siamo vegan, dovremmo quasi sempre capire la tipologia di onnivoro che abbiamo di fronte piuttosto in fretta.

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Il vegano non fa un’ ordinazione al cameriere , gli fa un piccolo interrogatorio il più delle volte; ” nel sugo al pomodoro  sa se hanno usato burro?”, “E’ possibile avere l’insalata primavera senza mozzarelline?” o ” La zuppa di funghi è fatta con brodo vegetale o di carne?” …cari onnivori pensate che sia divertente? No, non lo è affatto e vorremmo tanto non doverlo sempre fare e passare quel tempo piuttosto a goderci la compagnia, ma ci sono delle vere e proprie contraddizioni a mio avviso inspiegabili che si celano dietro anche al più innocuo piatto. Il fantasma formaggino esiste, eccome se esiste e si cela in ogni sugo di verdure ed in ogni insalatona. Un vero incubo insomma! Soluzione? Se il cameriere è stato bravo, ha risposto alle nostre domande, è andato a verificare i nostri dubbi direttamente in cucina con lo chef, è venuto incontro alle nostre esigenze senza spazientirsi, ebbene, siate generosi nel lasciargli la mancia, vedrete che  sarà egli stesso – pur di non ritrovarsi nuovamente nella stessa situazione – a chiedere di far inserire un piatto 100% vegan nel menù!

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Un altro cavallo di battaglia onnivoro già ampiamente citato da me e che rappresenta un problema per il vegano è la convinzione onnivora che noi siamo assassini di piante  o , peggio ancora, ladri del cibo degli animali che diciamo di amare tanto ( anche se magari non siamo nati come vegani etici,ma salutistici) . Se avete voglia e pazienza, cercata di spiegare loro che le piante e non hanno un sistema centrale nervoso complesso , benché reagiscano a stimoli vari quali luce, vibrazioni e suoni. Ma mettete in conto che per farvi ascoltare dovrete superare la barriera del suono del suo sghignazzare, vedete voi se ne vale la pena!

folla

Lo shopping di massa al centro commerciale può risultare un po’ difficoltoso per il vegano, anche se qui ho già dato delle dritte in merito. Il povero vegano quindi non potrà vivere l’ebbrezza dello  sgomitamento davanti al negozio di scarpe, né potrà trascorrere ore in  fila alla cassa del fast food in attesa del suo cibo di plastica né potrà litigare furiosamente con la madre di famiglia che si è infilata nel parcheggio proprio mentre lui stava facendo manovra. Insomma, il povero vegano è tagliato fuori dalla società moderna  😉

Instagram

Ed infatti un altro problema del vegano è che è solo, tanto solo, praticamente non ha amici come lui se non su Instagram o Facebook ed infatti lasciate che avvisti  un panetto di tofu con l’hashtag #whatveganseat che lui si sentirà rinascere e gli occhi si inumidiranno di gioia mista a commozione. Il vegano  è talmente solo che in Italia ce ne sono almeno altri 4,2 milioni come lui ( o quasi, contando anche i vegetariani, come riportato ad aprile da IlSole24Ore) , praticamente l’intera popolazione irlandese. Un solitudine pazzesca eh?

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Ed eccolo dunque qui il grande problema del vegano: l’onnivoro , anzi, il Carnista proprio, arrogante, saccente e con nozioni su nutrizione e alimentazione databili intorno al V° secolo a.C. nella migliore delle ipotesi. Se  con l’onnivoro si può tranquillamente andare d’accordo, col carnista è fuori discussione, di conseguenza qualcuno dovrebbe aprire una pagina facebook in stile carnista, del genere “Carnista perdiamoci di vista”, ecco,ma cerchiamo di ricordarci che la più grande paura che l’uomo ha è quella del cambiamento, quindi , senza metterci su un piedistallo o in cattedra, cerchiamo solo di comprendere che l’unico modo per convincere qualcuno delle nostre idee è diventarne il miglior esempio, bandendo stereotipi e clichés e mostrando il coraggio della coerenza, semplicemente.


8 risposte a “I 10 problemi del vegano”

  1. Chiara Bellini

    Mi sono riconosciuta in tutti i dieci punti….però devo dire che incontro sempre più persone curiose e interessate all’argomento!!!!! Questo è molto positivo …

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  2. Marco

    Apparte il punto sulla B12 (spendo di più perché “mi faccio” di spirulina non mi piacciono le robe sintetixhe se posso evitarle) son tutte vereanche per me!

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  3. Daniela

    mi permetto di sottolineare che di Longlife ne basta una compressa a settimana, come indicato in vari forum e come ho potuto testare direttamente su me stessa, quindi il risparmio è anche maggiore e non può ritenersi certo un ostacolo (soprattutto se il vostro interlocutore prende pastiglie per la pressione & co. tutti i giorni) 😉

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    • glendalicious

      Grazie Daniela,ma recentemente LongLife ha eliminato la B12 da 2000 mcg e introdotto quella da 50mcg, dose consigliata quotidianamente. Io non mi ricordo di prendere la mezza pastiglia ogni singolo giorno in effetti e problemi di carenza non ne ho, ma mi sembrava giusto riportare quanto consigliato dalla Società Scientifica Vegetariana, poi ognuno è un caso a sé e conosce il proprio corpo ed i propri bisogni!

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    • Glendalicious

      Ciao Daniela! Recentemente la LongLife ( non so le altre marche) ha eliminato la versione di B12 da 2000mcg a favore dell’introduzione di quella da 50mcg , ecco perchè ne è raccomandato l’uso quotidiano, ad ogni modo, io personalmente non prendo la mezza pastiglia ogni singolo giorno e i miei livelli di B12 sono perfetti comunque, mi sembrava però più corretto riportare quanto consigliato dalla Società Scientifica Vegetariana

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  4. Daniela

    AH, cavolo! Grazie per l’aggiornamento allora! 🙂

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