La verità, vi prego, sull’olio di cocco


All’inizio volevo stilare la “solita” Top Ten riguardante i 10 migliori utilizzi dell’olio di cocco, poi ho pensato che sarebbe stato più utile approfondire un po’ il discorso perché c’è molta confusione sulle virtù di questo prodotto, considerato da molti un superfood imprescindibile in ogni alimentazione – soprattutto vegana- e da altri un cibo che andrebbe evitato non solo per mantenersi in un buono stato di salute, ma anche per tutelare le scimmie che spesso vengono adoperate per la raccolta dei cocchi nel Sud-Est Asiatico.

Partiamo dal presupposto che non esistano dei veri e propri superfood; ci sono alimenti che hanno proprietà nutrizionali eccellenti e che aiutano a prevenire carenze, ma persino il cavolo nero – Mr Superfood 2015– se mangiato in eccesso può provocare un aumento esagerato di vitamina K nel sangue che può portare a vomito, anemia, trombosi, sudorazione eccessiva, vampate di calore e senso di oppressione al petto (va detto che è un’eventualità molto rara, qui potete leggere l’approfondimento). Ecco perché la chiave per un’alimentazione ideale sta sempre nel bilanciare e variare i cibi che mangiamo.

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Questi sono i valori nutrizionali riferiti a 100 gr di olio di cocco, appare evidente che si tratti in tutto e per tutto di un grasso per la maggior parte saturo e piuttosto calorico. Come tutti grassi saturi, il suo consumo eccessivo fa alzare i livelli di colesterolo “cattivo” (o LDL) aumentando quindi il rischio soprattutto di problemi cardiovascolari, ma cioè che rende “straordinario” l’olio di cocco – nonché uno dei motivi che lo ha fatto quasi assurgere a superfood – è la sua capacità di innalzare anche i livelli di colesterolo “buono” ( HDL) grazia all’alta percentuale di acido laurico che contiene. Ciò non toglie che di base resti un grasso saturo,  vegetale e quindi “meno peggio” dei grassi d’origine animale, ma sempre un alimento da consumare con parsimonia, ecco. Purtroppo non esistono oli davvero salutari, neanche il mio amato olio extra vergine d’oliva 🙁 tutti gli oli, in quanto processati (in una maniera molto simile a quella dello zucchero), vengono privati di tutti i nutrienti quali proteine, carboidrati, fibre, vitamine, minerali e acqua e quel che resta è solo grasso, che è necessario in una quantità davvero minima in ogni dieta equilibrata (fonte Fork over knives e Harvard Medical School) . E sappiamo tutti quanto è facile esagerare con l’utilizzo dell’olio mentre cuciniamo!

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Quindi non possiamo più utilizzare l’olio di cocco per cucinare? Neanche per preparaci quei deliziosi curry thailandesi? E i dolci?? Ora, a meno che non viviate di curry e dolcetti ogni giorno, direi che potete continuare a concedervi questi piccoli “vizi” a patto che restino delle eccezioni appunto. Personalmente nella mia dispensa ho sempre un barattolo di olio di cocco extra vergine, ossia che non ha subito alcun tipo di intervento artificiale di raffinazione (pastorizzazione, idrogenazione o altro) che uso più che altro per preparare dolci, spesso crudisti (nel blog sicuramente c’è qualche ricetta) davvero una tantum (diciamo una volta al mese?). Sono vegana, non sono una santa 😉  Sconsiglio vivamente di aggiungere cucchiaiate di olio di cocco a smoothie, zuppe e verdure arrosto invece o di consumarlo ogni giorno: è buono certo, ma è meglio consumare la polpa di cocco, più povera di grassi saturi (30 gr per 100 gr rispetto agli 87 gr per 100 gr dell’olio) e ricca di fibre, magnesio e potassio!

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C’è poi un’altra spinosa questione che riguarda l’olio di cocco; l’utilizzo di scimmie, in particolare i macachi nemestrini, per la raccolta delle noci di cocco. Il confine tra l’utilizzo di animali addestrati per svolgere un lavoro  e animali schiavizzati è sempre molto labile purtroppo. Abbiamo tutti applaudito i cani che hanno contribuito a salvare molte vittime del terremoto di fine agosto in Centro Italia, cani addestrati per sviluppare una loro determinata capacità innata, cani che svolgono un lavoro importantissimo. Io personalmente non so nulla dei metodi di addestramento di questi cani, non penso certo che siano maltrattati anche perché è evidente il legame speciale con i loro padroni, ma non so davvero quanto si “divertano” a svolgere certe mansioni. Di certo non deve essere divertente per un macaco essere costretto a fare qualcosa che in natura gli riesce benissimo – raccogliere più di mille cocchi al giorno – legato ad una catena. Risale a settembre dell’anno scorso la denuncia del Bangkok Post in cui si  sottolinea non solo l’utilizzo di una specie protetta come il macaco nemestrino per la raccolta dei cocchi, ma il business che sta dietro alle scuole d’addestramento. A seguito di tale denuncia, molte aziende europee ed americane hanno dichiarato di utilizzare solo cocchi raccolti da uomini e non dai macachi, qui potete vedere i marchi inglesi e qui quelli americani, mi auguro che ci siano i vostri preferiti ( i miei ci sono, per fortuna!) .

Bene, ora che avete un bel vasetto di olio di cocco extra vergine non raccolto da macachi abusati e sapete che in cucina lo potete utilizzare davvero con parsimonia ed in rare occasioni vi sentite un po’ depressi? Ma no, ecco 9 modi di utilizzare – bene- l’olio di cocco evitando di mangiarcelo 😉

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Oil pulling. Vi ricordate la mia esperienza con Cocowhite? La potete rileggere qui , due cucchiaini di olio di cocco – magari aromatizzato con essenza di limone, menta e lavanda- ogni sera per 10-15 minuti in bocca, facendo bene attenzione a non ingerire e a passare il liquido in ogni angolo della bocca, aiutano a mantenere i denti bianchi e bocca e gengive sane proprio come (e forse più) di un collutorio.

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Struccante occhi-labbra. Il bello è che ne basta davvero pochissimo e persino il mascara più waterproof  ed il rossetto opaco più scuro verranno via in un attimo, rinvigorendo le ciglia e ammorbidendo le labbra.

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Impacco per capelli. Perfetto sia per capelli secchi, colorati, ricci, lisci  e persino per i capelli grassi (come i miei), questo impacco è facilissimo da preparare e si può tenere in posa dai 15 minuti a tutta la notte se proprio volete esagerare. Di base, a seconda della lunghezza e quantità dei capelli basteranno  4 cucchiai di olio di cocco leggermente intiepidito (ma non liquido), se volete esagerare potete unire 1 cucchiaio di succo di limone  se avete capelli grassi o  addirittura 1/2 avocado se li avete particolarmente secchi o ribelli. Potete utilizzare l’impacco su capelli asciutti o bagnati, se li avete grassi evitate di distribuire troppo prodotto sulla cute e concentratevi di più sulle lunghezze.

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Scrub viso-corpo. Perfetto per eliminare i residui sbiaditi dell’abbronzatura estiva, rinnovare la pelle di viso e corpo e ammorbidire la pelle stressata dei piedi. Al solito olio di cocco tiepido (in modo tale che abbia una consistenza morbida e malleabile, cosa che succede intorno ai 24°) aggiungiamo del sale fino o dello zucchero di canna (o di cocco stesso) e magari qualche goccia del nostro olio essenziale preferito.

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Rimedio anti-brufoli. Un olio per combattere il sebo in eccesso? Ma davvero? E’ grazie all’acido laurico che l’olio di cocco compie la sua magia. Infatti questo acido è un potente agente antimicrobico ed è  capace di ridurre l’infiammazione. Come sempre, ne basta davvero pochissimo.

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Crema pre e post depilazione. Dovete depilarvi utilizzando il rasoio ma non avete la schiuma? Evitate di utilizzare il bagnoschiuma, vi resterà una pelle secchissima, provate a stendere un leggerissimo strato del solito olio di cocco ammorbidito. Il rasoio filerà sereno e la vostra pelle vi ringrazierà!

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Crema per mani e cuticole. Arriva il freddo e le mani sono sempre le prime a risentirne, ma basterà il “solito” velo di olio di cocco ben massaggiato anche su unghie e cuticole per ottenere mani morbide a lungo, cuticole in ordine e unghie più forti.

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Balsamo per labbra. La stessa sorte tocca anche alle labbra con il cambio di stagione, quindi ricordatevi di tenere in borsetta un piccolo vasetto di olio di cocco (sempre aromatizzato a piacere) per evitare che le vostre labbra si screpolino. Inoltre una annusatina ogni tanto aiuterà anche a far sì che il vostro naso non coli!

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Detergente antipolvere e nutrienti per mobili. I vostri mobili in legno si meritano ogni tanto un trattamento extra lusso, no? E’ importante nutrire a fondo un materiale vivo come il legno, inoltre l’olio di cocco è anche un ottimo antipolvere, ne basta davvero pochissimo su un panno morbido. Funziona egregiamente anche su mobili e scarpe in pelle, ma sinceramente mi auguro che non ne possediate più 😉


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