Le 10 migliori veg news del 2016


Ebbene sì, anche questo 2016 tra dieci giorni giusti giusti si concluderà…inevitabile quindi “tirare un po’ le somme”, ma quest’anno, invece di proporre i vari buoni propositi per l’anno che verrà, ho deciso di celebrare l’anno che finisce perché è stato un anno davvero importante per il mondo veg.

“First they ignore you, then they laugh at you, then they fight you, then you win.” – disse il  Mahatma Gandhi e direi che calza proprio a pennello per noi vegani; i carnisti le provano tutte per ridurre la nostra scelta a una moda passeggera o  a manie di protagonismo, ci hanno accusato di essere vecchi hippie, di non vaccinare i nostri bambini, di  mettere a rischio la nostra salute (e quella dei nostri figli), in una parola di essere dei mezzi pazzi, integralisti e persino un po’ pericolosi. Io non ho mai capito perché ci sia bisogno di mettere etichette definitive su tutto e tutti, non le amo e non mi ci sono mai ritrovata, le ho sempre trovate troppo riduttive, quando in realtà ognuno di noi contiene moltitudini di sfumature. Gli onnivori curiosi però non si sono fatti ingannare da queste banalità  e l’interesse per il mondo vegan è in netta crescita, vediamo ora  quali grandi traguardi abbiamo raggiunto nel 2016 quindi!

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L’ha detto l’Organizzazione Mondiale della Sanità  alla fine del 2015; la carne rossa non fa bene e la carne rossa processata (salumi, insaccati, wurstel etc) può causare il cancro tanto quanto il fumo, il Dottor Kurt Straif, capo dello Iarc Monographs Programme, ha dichiarato che  “Per una persona, il rischio di sviluppare cancro all’intestino a causa del consumo di carne processata resta piccolo, ma aumenta in proporzione alla carne consumata”. E di carne  se ne consuma tanta, troppa nel nostro Paese, praticamente quasi ad ogni pasto. Coldiretti e Assocarni hanno subito minimizzato l’allarme carne rossa, riferendo che le carni italiane siano più sane, gli animali trattati con meno antibiotici ed il nostro consumo pro capite inferiore a quello testato. Ma a nessuno è sfuggito il nesso comunque….

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La campagna pubblicitaria  #oradellatte voluta dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali  a sostegno del consumo di latte e prodotti caseari partita a maggio con testimonial quali Carlo Cracco, Cristina Parodi, Demetrio Albertini e Giorgio Calabrese ha subito una battuta d’arresto a seguito dell’intervento della Lav che giudicava ingannevole la definizione del latte come alimento indispensabile e l’Istituto  dell’Autodisciplina Pubblicitaria le ha dato ragione, dichiarando infatti che ” il concetto è scorretto in quanto l’apporto proteico e di nutrienti fornito dal latte può essere sostituito senza inconvenienti da altri cibi non di origine animale”.

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Anche nel 2016 i vegetariani e vegani italiani sono in aumento; secondo Eurispes  in Italia l’8% della popolazione (e ricordiamoci che siamo in 70 milioni!) è veg, di questi il 7% è vegetariano e l’1% vegano, aumentando di poco meno di due punti percentuali rispetto all’anno precedente. Mica male direi!

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Anche lo stilista Giorgio Armani ha scelto di abbandonare la pelliccia nelle sue collezioni di moda a partire dalla stagione autunno inverno 2016/2017. Certo, lo stesso non si può dire per l’utilizzo della pelle, ma è comunque un grande traguardo quando un gigante della moda dà un esempio così importante.

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Peta e da noi Essere Animali si sono tanto battuti per  mostrare la crudeltà dietro all’allevamento delle oche per ottenere il foie gras e proprio quest’anno i risultati sono stati eccellenti; le più importanti catene di supermercati italiane come Esselunga, Pam e Coop – per citarne alcuni- hanno bandito dai loro scaffali questo prodotto alimentare.

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Il 2016 verrà ricordato come l’anno in cui l’olio di palma è stato giudicato il nemico pubblico n°1 – solo il Governo Indonesiano ha provato a farci cambiare idea con improbabili pubblicità. Questo olio tropicale il cui apporto di grassi saturi raggiunge l’80% ha il “solo” pregio di essere economico…ecco perché l’hanno infilato un po’ ovunque, in qualsiasi biscotto, cracker e simili prodotti dalla grande distribuzione. Troppi grassi saturi fanno male, lo sappiamo, ma se mangiamo qualcosa non sapendo che  ne contiene, la “fregatura” è doppia perché non abbiamo il controllo. Per non parlare poi dell’impatto ambientale che queste coltivazioni implicano, ossia la perdita inesorabile di foreste per far posto ad ordinate file di palme. Il rapporto Efsa ha aperto il vaso di Pandora a maggio e da allora tanti marchi hanno riformulato i loro biscotti & affini, tra questi  anche Mulino Bianco.

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Finalmente abbiamo avuto modo di dimostrare che i dolci vegani sono buoni tanto quanto quelli fatti con latte, burro e uova grazie a Rav Bansal, concorrente dell’ultima edizione di Bake Off UK . Non ha vinto e ha persino confessato di non essere vegano, ma di seguire un’alimentazione predominantemente vegetale, notizia che ha scatenato le ire di alcuni vegani, personalmente io trovo invece confortante che un quasi vegan si sia così tanto appassionato alla pasticceria vegetale e grazie a lui in tanti hanno imparato come sostituire uova, burro e latte nei dolci ed ottenere risultati strepitosi!

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Il personaggio più azzeccato di quest’anno di Maurizio Crozza è stato senza dubbio lo chef Germidi di Soia, ispirato al grandissimo Simone Salvini, il quale in più occasioni ha dichiarato di essersi divertito tantissimo nel vedersi ritratto in quel modo. I vegani più permalosi non hanno gradito l’ironia invece, ma il monologo sullo spreco di cibo che ha chiuso la puntata di fine ottobre ha messo d’accordo tutti…e ha fatto capire che Crozza non ce l’ha affatto coi vegani, anzi è vero il contrario….la scelta veg  è la soluzione migliore per tutelare il nostro pianeta!

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A domanda segue offerta, è una regola dell’economia, certi vegani storcono il naso, ma io credo sia una buona notizia constatare che i reparti con prodotti adatti a vegetariani e vegani nei supermercati siano in crescita. E’ vero, certi prodotti vegani o meno restano comunque processati e come tali non troppo salutari, ma con un po’ di intelligenza si può scegliere il meglio per noi.

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Torino era già vicina ad essere dichiarata la città vegan (o più vegan friendly) d’Italia e questo grazie ai numerosi ristoranti e locali veg che popolano la città – tutto ciò già me l’aveva fatta inserire nella Top Ten delle 10 città più vegan – poi da quando è stato eletto il nuovo Sindaco Chiara Appendino a fine giugno si è definitivamente presa lo scettro. Il nuovo Sindaco infatti ha dichiarato di volere promuovere sul territorio una dieta più sostenibile e sana, ossia ricca di frutta e verdura  in quanto “Un’alimentazione più consapevole e sostenibile è una delle principali chiavi di volta per ottenere benefici concreti sul pianeta, sulla nostra salute e, per alcuni, sulla nostra coscienza.” Chapeau!

Il 2016 è stato un anno meraviglioso e speriamo che il 2017 sia ancora meglio!


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