Le migliori veg-news del 2018


Eccoci arrivati quasi alla fine dell’anno, tra pochi giorni entreremo nel 2019 e potremo ricominciare daccapo, cercando di tradurre in azione quei buoni propositi che forse abbiamo perso per strada durante il 2018. Ma prima dobbiamo celebrare le grandi e piccole vittorie per noi vegani (e non) ottenute durante quest’anno che sta finendo, no? Il 2018 è stato sicuramente un anno importante per l’universo veg; forse forse gli onnivori iniziano a non considerarci più degli hippies strampalati, ma delle persone che hanno fatto una scelta e la portano avanti, siamo persino (e non in tutti i casi in maniera positiva) un’importante fetta di marketing nel mondo della grande distribuzione, basti pensare che ormai ogni supermercato ha un’ala dedicata ai prodotti vegetali (più o meno processati) e molte catene hanno introdotto i proprio marchi veg.

Ma passiamo subito alla TOP TEN, queste sono solo alcune delle piccole vittorie ottenute; molte riguardano la maggior attenzione verso l’ambiente – ecco perché non ne beneficeranno solo i vegani, ma tutti! – altre lasciano intravedere una nuova consapevolezza etica nel trattamento degli animali, considerati sempre più per quel che sono: esseri senzienti da rispettare, altre ancora dividono il mondo vegano in modo netto tra chi è a favore e chi contro a nuovi prodotti sul mercato. Iniziamo?

La Comunità Europea metterà al bando la plastica usa e getta dal 2021 – questa dilazione è per permettere di terminare le scorte immagino – quindi addio a cannucce e bottigliette soprattutto, le quali vengono utilizzate per pochi minuti, ma impiegano da 100 a 1000 anni (!!!) a degradarsi e nel frattempo sono responsabili della morte della fauna marina.

La stessa sorte, ma già in essere nel Regno Unito, tocca alla micro perle contenute soprattutto in dentifrici e prodotti per la cura del corpo: sono infatti vietate da diversi mesi. Queste particelle sono infatti sfere plastica di pochi millimetri (che la gente si spalma sul corpo o usa per pulirsi i denti, spesso ingerendole, che orrore!) che inevitabilmente finiscono nei nostri mari, inquinandoli e contribuendo alla morte della sua flora e fauna.

Un’altra buona notizia arriva dal Regno Unito; la caccia al fagiano sarà vietata in tutto il Galles dal 2019 e non verranno più rinnovate le licenze di caccia. Questo traguardo, in un paese dove il Primo Ministro Theresa May aveva ventilato l’ipotesi di ripristinare la caccia alla volpe, va celebrato davvero ed è stato merito delle oltre 12.000 firme raccolte dalla League Against Cruel Sports e dal supporto del Ministro dell’Ambiente del Governo Gallese, Hannah Blythyn.

Anche dagli Stati Uniti, il cui Presidente Donald Trump insiste nel negare il cambiamento climatico a cui stiamo assistendo, arrivano buone notizie; nello Stato della Florida verranno bandite le corse dei levrieri dal 2020. Questi poveri animali che vengono sfruttati, maltrattati e spesso anche drogati per ottenere risultati migliori in gara e poi uccisi o abbandonati dopo pochi anni finalmente potranno avere la vita che meritano in una famiglia che li ama davvero.

che si vada verso un mondo della moda sempre più fur free è un dato di fatto da ormai qualche anno per fortuna; anche quest’anno sono moltissimi gli stilisti che hanno annunciato di non utilizzare più pellicce animali nelle loro collezioni presenti e future. Tra gli ultimi citiamo Burberry, Diane Von Furstenberg , Gucci, Jean Paul Gautier, Versace, Maison Margiela e Chanel, che ha rinunciato (finalmente!) anche all’utilizzo di pellami esotici (nello specifico coccodrillo e serpente). Non è ancora abbastanza, ma è comunque un passo nella direzione giusta. E poi lo vogliamo capire che le pellicce invecchiano chi le porta?!?!

Con l’obiettivo bene in mente di limitare se non bandire totalmente qualsiasi tipo di packaging – in plastica o altro – Lush ha inaugurato diverse boutique “totally naked”– la prima la scorsa primavera proprio a Milano! – dove tutti prodotti sono privi di packaging appunto…e come hanno ottenuto questo risultato? Togliendo l’acqua da bagnboschiuma e creme copro ad esempio, ecco allora che il bagnoschiuma ha solo la forma di una bottiglia, ma non è contenuto in una bottiglia di plastica…geniale!

Questa è una di quelle notizie che divide il mondo vegano; Dove, brand di prodotti da bagno e per il corpo di proprietà di Unilever, ha deciso di smettere di testare i propri prodotti sugli animali. Questo rende i prodotti cruelty free ma non vegan ovviamente e Unilever continua ad essere la mega ultra multinazionale senza scrupoli che è, ma a mio avviso è comunque un bel segno di cambiamento.

Che il glifosato fosse tossico, cancerogeno e distruttivo per la salute lo sapevamo tutti – tranne la Bayer, nuova proprietaria di Monsanto dalla scorsa primavera, che ancora lo nega – ma ora non è più solo una “diceria da complottisti”; un giudice di San Francisco lo ha stabilito e ordinato a Monsanto di risarcire con la cifra di 289 MILIONI di dollari il giardiniere Dewayne Johnson, il quale ha contratto un cancro – ormai in fase terminale – spruzzando un diserbante a base di glifosato proprio di Monsanto. L’azienda ricorrerà in appello, ma ormai la verità è venuta a galla, peccato non servirà a Dewayne a guarire 🙁

Sono molte le aziende “onnivore” che si sono rivolte al mercato vegano durante quest’anno – che non lo facciano per etica, ma per business è un chiaro dato di fatto, che si abbia comunque la voglia di provare un prodotto che magari ci ricorda momenti della nostra infanzia anche ed è quindi – a mio avviso – una scelta del tutto personale se acquistare prodotti vegani da aziende non vegane. Certo questo non deve andare a discapito delle aziende 100% vegane che non possono godere dei benefici della grande distribuzione con conseguenti prezzi più abbordabili per il consumatore. Riusciamo a trovare un compromesso?

Tra le new entries dell’anno dei prodotti per vegani fatti da non vegani troviamo; Ben & Jerry’s non- dairy frozen dessert a base di latte di mandorla (in Italia credo non sia ancora arrivato, ma potrei sbagliarmi), il Magnum stecco di Algida e il Baileys Almande, il liquore irlandese a base di latte di soia e mandorla in versione veg.

E per ultima news ho lasciato la più discussa e controversa; lo sviluppo in laboratorio di carne sintetica, chiamata anche carne coltivata o pulita. I primi tentativi convincenti di replicare la carne animale da tessuti muscolari risalgono al 1971 negli Stati Uniti, mentre, i primi esperimenti in Europa hanno avuto inizio nel 2006 presso le università di Eindhoven e Maastricht, fino a dare vita, nel 2007, al primo Consorzio di carne artificiale. La tecnica consiste nel prelevare cellule muscolari e nutrirle con proteine che aiutano la crescita del tessuto. Una volta che il processo è partito, teoricamente è possibile continuare a produrre carne all’infinito senza aggiungere nuove cellule da un organismo vivente (leggi: povero animale). Tutto ciò non è fatto per far tornare vegetariani o vegani sui propri passi, bensì è una chiara ammissione del fatto che la produzione di carne sia ecologicamente insostenibile. Ovviamente gli effetti a breve e lungo termine sull’uomo derivanti dal consumo di questa “carne pulita” non sono ancora noti. Personalmente sospendo il mio giudizio, sarò felice se in questo modo gli animali non verranno più sfruttati e uccisi, ma onestamente non sento proprio la mancanza del gusto della carne ed inoltre dubito che le proteine animali contenute non contribuiscano comunque al peggioramento della nostra salute, quindi resto a guardare gli ulteriori sviluppi.

Siamo arrivati alla fine della Top Ten delle migliori veg-news del 2018, fatemi sapere quale vi ha colpito di più sia in modo positivo che negativo e, soprattutto, se ne ho tralasciata qualcuna a vostro avviso davvero importante!


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