Il mio anniversario al Joia di Pietro Leemann


Qualche settimana fa io e Blondie abbiamo festeggiato il nostro terzo anniversario insieme; un bel traguardo per chi, come noi, vive una storia a distanza  e per vedersi deve prendere un aereo ogni volta! Ecco perché ho voluto rendere quel giorno davvero speciale andando nell’unico ristorante vegetariano (e vegano) che può vantare una stella Michelin: il Joia dello chef Pietro Leemann a Milano.

Confesso che il mio timore più grande, non essendo così avvezza a frequentare ristoranti stellati, fosse di non mangiare molto; avete presente quelle scene nei film in cui al commensale viene servito magari da un cameriere super snob un piatto con tre fette di pomodoro e due penne rigate? Ecco, avevo paura capitasse anche a noi! Per fortuna mi sono sbagliata alla grande, anzi, avendo optato per uno dei tre menù degustazione creati ad hoc, credo di non aver mai mangiato così tanto nemmeno a Natale!

Menù Joia

La nostra scelta è ricaduta sul menù L’Enfasi della Natura, composto da ben OTTO portate vegetariane, per noi riformulato in chiave vegan – tutte le proposte vegane e gluten free sono ben segnalate sul menù comunque. Alle otto portate sono andati poi a sommarsi due pre – antipasti. Insomma, ho davvero mangiato come non ci fosse un domani. Il menù è stagionale e le verdure utilizzate provengono dall’orto sinergico del ristorante stesso, oltre che da fornitori fidati.

Il Joia si trova a Milano in via Panfilo Castaldi, zona Porta Venezia, un’area della città che ogni buon veg dovrebbe scoprire per bene poiché proprio in questa zona si trovano davvero moltissimi locali – bar, ristoranti e “fast food”- vegani o che offrono alternative vegane. Il Joia è stato però il primo ed è lì dal 1989,  nel 1996 ha ricevuto  per la prima volta una stella Michelin  e da allora non ha fatto che riconfermarla di anno in anno. E non è solo per il cibo – squisito – che viene vengono assegnate le stelle Michelin, il loro peso hanno anche pulizia del locale ed il servizio in generale ovviamente.

Joia interno

Complice il fatto che Blondie, da buon irlandese, ami mangiare sul presto, sono riuscita a scattare qualche foto prima che il locale si riempisse, chiedo scusa per la pessima qualità delle foto che non rendono giustizia alla luce naturale ed ai colori del locale e soprattutto delle pietanze, ma spero che si riesca comunque a cogliere l’atmosfera intima, rilassata e un po’ zen dell’ambiente.

Discrezione e disponibilità sono le parole d’ordine del personale di sala, sempre sorridente e attento alla più piccola richiesta del cliente, lo chef Pietro Leemann si è assicurato in almeno un paio di occasioni che tutti i commensali si stessero davvero godendo la cena – credo che il mio sorriso gigante e gli occhi a forma di cuore, nonché l’afonia  che mi ha colpito quando mi ha chiesto come stesse procedendo la cena – l’abbiano rincuorato a sufficienza 😉  ed il cibo è stato molto di più di quello che delle semplici foto – oltretutto brutte come le mie- possano far trasparire. Qui il cibo si fa espressione di un progetto che mette la Natura in primo piano, i sapori restano ben distinti per poi unirsi e creare qualcosa di nuovo ed unico, le consistenze e i colori raccontano un sogno di vita  e gli abbinamenti sono così imprevedibilmente perfetti da aprire davvero nuovi orizzonti. E le porzioni? Semplicemente impeccabili…per fortuna non indossavo un abito troppo stretto!

Collage Food Joia

I miei piatti preferiti? Difficile scegliere perché ogni ricetta è stata una scoperta di sapori e profumi, ma alcune in particolare mi sono rimaste nel cuore;

Panzanella Joia

Di non solo pane vive l’uomo, ovvero la panzanella secondo Leemann; una sfera di verdure croccantissime – come piacciono a me- con un cuore morbido di cannellini profumati al wasabi  adagiata su pomodoro e fragole in aceto balsamico e  una  salsa di lamponi e zafferano. Ho reso l’idea? Agro, dolce, piccante e salato armoniosamente insieme.

entrée Joia

Wild, ovvero come dare all’avocado una nuova vita insieme agli asparagi bianchi, le erbe selvatiche, humus di borlotti e una spuma soffice soffice di aglio orsino.

risotto Joia

L’ombelico del mondo, forse il mio preferito in assoluto – da brava milanese mangiarisotto 😉 , che unisce lo zafferano al limone – una scoperta indimenticabile di cui farò tesoro- ed i funghi shitake agli asparagi e poi “sgrassa” tutto con una spuma di sedano affumicato.

E i dolci? Nessuna cena è completa senza un dessert all’altezza, no? Quelli però non li ho fotografati 🙁 ormai la sala era piena e avevo già dato abbastanza nell’occhio. Io ho optato per il magico Impermanenza  sia per il nome evocativo di una stato perenne in cui mi sento sia perché era a base di ciliegie e frutti di bosco, Blondie è andato sul classico con Cinque Minuti e la sue declinazioni di cioccolato. A fine cena poi ci è stato servito un ricordo dolce e speciale;

Happy anniversary Joia

Consiglio; provate il Joia anche a pranzo, ha delle formule  economicamente accessibili ed al contempo appaganti, ma se cercate un posto davvero unico e speciale per festeggiare un traguardo importante andate per cena e…tenetevi davvero leggeri per colazione e pranzo!

Voto; 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂

Non che il Joia abbia bisogno del mio voto eh!

 

 


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