Pranzo da Pandenus, Milano


Eccomi qui, tornata dalla vacanze anch’io… questa recensione fremeva  e si agitava nella mia mente dall’otto di agosto – mio primo giorno di vacanza, nonché compleanno dell’Algida Regina Delle Nevi, fantasioso ( ma storico) soprannome di una delle mie più care amiche, con la quale ho avuto la fortuna di uscire per un pranzo “last minute” proprio in occasione del suo giorno speciale e del mio primo giorno di libertà!

Telefonandole per farle gli auguri, ho scoperto del tutto casualmente che  si trovava a Milano  e non al mare dove avrebbe dovuto essere se una delle sue bimbe non si fosse ammalata, quindi ci siamo accordate per un pranzetto insieme  nei dintorni di casa sua  ( la bimba stava già meglio e c’era comunque l’Algido Re ad occuparsene, non chiamate i Servizi Sociali!) e la scelta è ricaduta su Pandenus, caffetteria/locale/ristorante, insomma, uno di quei posti che va bene per ogni momento della giornata, dal caffè del mattino al digestivo del dopo cena. Da vegana, ero un po’ titubante a dire il vero, perché sapevo che,ad esempio, il loro brunch era off limits per me,  ma “alle brutte” avrei ripiegato su un’insalata ecco, quindi mi sono incontrata proprio lì con l’Algida e sorpresa, sorpresa…nel menù vedo uno dei miei piatti preferiti: l’hamburger vegetariano <3! Prima di gasarmi troppo, chiedo da quali  ingredienti sia composto, aspettandomi vagonate di formaggio ( un classico di ogni piatto vegetariano insomma) e invece niente, anzi, il ragazzo menziona soya e addirittura”produzione propria” ( non della soya- non esageriamo, resta pur sempre un locale focalizzato sugli onnivori) dell’hamburger. Ho quasi le lacrime dalla gioia, che colpaccio…e così ad un orario da pranzo più  tedesco che italiano, mi sparo il doppio hamburger vegetariano che vedete in foto ( la salsa d’accompagnamento non era vegan e l’ho rifilata all’Algida Regina) perché quando l’occasione capita, bisogna coglierla al volo 😉 il tutto accompagnato da patatine fritte fresche e una centrifuga deliziosa a base di carota, mela ed anguria – deliziosamente chiamata Fanagot, traducibile in maniera più poetica dal milanese ” dolce far niente” ( il dolce l’ho aggiunto io, perché il “fanigottone” per il milanese è lo scansafatiche e NON è un complimento, siamo un popolo di lavoratori, no? )

Lo stesso nome Pandenus ( e mi raccomando, l’accento va sulla u , pronunciata stretta!) è milanese stretto e significa Pane di noci, rifacendosi al detto ” Pan e nus, mangià da spus” ovvero “Pane e noci, mangiare da sposi“, insomma roba da ricchi! Per fortuna, non bisogna essere sfacciatamente ricchi per pranzare lì, anche se chiaramente i prezzi sono moooolto milanesi e chi viene da fuori potrebbe trovarli un po’ alti, ma in realtà sono assolutamente in linea con la media. Inoltre il locale ha quell’aria cosy, ovvero accogliente e confortevole,  che ti fa sentire subito a tuo agio ed il personale- giovanissimo- è gentile e disponibile e  professionale  , quindi fidatevi,  perchè una Vegana e l’Algida regina delle Nevi fuori a pranzo hanno messo in crisi più e più camerieri con richieste, cambiamenti, aggiunte, cambi d’idee, etc. ,mentre qui è filato tutto liscio ed il buon cibo e l’atmosfera intima ed amichevole hanno contribuito a rendere il  pranzo di compleanno  un momento davvero speciale!

Voto : 🙂 🙂 🙂


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