The Goodness Project vegan box, ottobre 16


Questa recensione arriva in ritardissimo, lo so, ma questa volta c’è stato lo zampino delle Poste britanniche ed italiane unite per far arrivare la mia prima The Goodness Project box in versione Maxi in un…maxi ritardo! Quando ormai la davo per persa in qualche ufficio postale invece è arrivata e ho tirato un bel sospiro di sollievo! Ben 8 i prodotti all’interno, tutti ovviamente vegan, ma vediamoli subito nel dettaglio per decretare infine se questa box ci ha convinti o meno;

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Rispetto alla versione Mini, la Maxi Box contiene dagli 8 ai 10 prodotti sia food che beauty e costa £ 17,95 (circa € 20 al cambio attuale), scegliendo l’abbonamento trimestrale o semestrale si arriva a risparmiare £10 però.

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Mi sembra giusto iniziare con i due prodotti italiani presenti in questa The Goodness Project box di ottobre; è bello sapere che vengano apprezzati anche all’estero, no? Peraltro, neanche a farlo apposta, Fiorentini e Le Conserve della Nonna sono due marchi che apprezzo molto, nonostante il fatto che l’ultimo appartenga a Fini, i produttori di pasta fresca all’uovo per intenderci. Personalmente cerco di sostenere i marchi onnivori che si aprono al mondo vegan, non mi importa che sia una strategia di marketing per aggiudicarsi una fetta di mercato in forte crescita come quella rappresentata da vegani e vegetariani, a me interessa di più che per l’italiano medio sia più facile reperire prodotti 100% vegetali , almeno per il momento.

Le gallette di mais di Fiorentini sono da sempre le mie preferite, non fritte, belle croccanti e  a base di mais, mi  regalano sempre l’impressione di sgranocchiare pop corn. Non avevo però mai provato la versione al pomodoro e basilico, preferendo quella al rosmarino, ma devo dire che anche questa mi è davvero piaciuta; il gusto del pomodoro è pieno ed avvolgente, senza risultare pesante o “effetto pizza”.

Ottimo anche il pesto di pomodori secchi di Le Conserve della Nonna, perfetto per condire pasta e cereali o per sfiziosi crostini. Da avere sempre in dispensa per pranzi o cena “al volo” insomma.

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Cioccolato fondente con sciroppo d’acero, riso tostato e sale rosa di Doisy&Dom; avendo già assaggiato altre varietà di questo brand inglese devo ammettere che questa mi ha davvero deluso 🙁 essendo nel mio periodo “sciroppo d’acero I love you” avevo aspettative molto alte, invece, a parte il gusto forte e deciso del cioccolato fondente al 74%, il sapore degli altri ingredienti non mi è pervenuto. Ora, trattandosi di cioccolato, la delusione non è certo abissale, ma non ho trovato alcuna traccia dello sciroppo d’acero, del riso tostato o del sale. Per fortuna ci sono altre varietà ben più golose!

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Crumble crudista di gelsi di Bom Pom; ecco un prodotto davvero interessante e nuovo! Il gelso bianco contiene un alto quantitativo di ferro (circa 185 mg per 100 gr di frutti), molto di più di tutti gli altri frutti di bosco, inoltre ha pochissime calorie, pur essendo particolarmente dolce. In Asia viene spesso usato come dolcificante naturale anche per via del suo retrogusto vanigliato. Questa versione crudista (ossia cotta ad un temperatura inferiore ai 42°) ha reso più golosi  i miei porridge, smoothie e yogurt del mattino, regalandomi extra dolcezza e una piacevolissima croccantezza.

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Melanzane alla Punjab di Tasty Bite , brand indiano specializzato in piatti asiatici pronti. Per quanto non sia una fan dei piatti “scalda e gusta”, bisogna ammettere che averne qualcuno in dispensa può risolvere più di una situazione, soprattutto quando il tempo di preparazioni di certe ricette comporterebbe ORE di lavoro. Inoltre Tasty Bite  non aggiunge conservanti ed additivi – la freschezza dei prodotti si mantiene fino a 18 mesi grazie allo speciale packaging multistrato BPA free – e anche la presenza di sale – o peggio glutammato monosodico – è ridotta al minimo. In compenso in una sola bustina ci sono tutte le spezie del mondo! Queste melanzane cotto lentamente in una salsa al pomodoro con mille spezie non è adatta a chi non ama i cibi saporiti e piccanti, ma questo non è il mio caso essendo io una vera amante di chili & co.

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Con le bustine di yerba mate al pompelmo e rosa canina di Yuyo attraversiamo l’oceano e proviamo la bevanda preferita in quasi tutto il Sud America. Il rito del mate é ben più complesso che immergere una bustina in acqua bollente, sarebbero d’obbligo infatti l’utilizzo di  un porongo, ovvero un apposito recipiente realizzato con una zucca, oppure in legno o in metallo, che viene usato sia per preparare l’infuso, sia per berlo e di una bombilla, cioè una specie di cannuccia di metallo, quindi forse  vederlo ridotto in bustine usa e getta farebbe inorridire un Argentino o Paraguaiano, un po’ come per noi Italiani bere il caffè liofilizzato al posto dell’espresso, ma, diciamocelo, le bustine sono ben più pratiche 😉 Avendo assaggiato il vero mate, questa versione me ne ha ricordato il sapore, regalandomi tutti gli antiossidanti propri di questa erba, ma certo non regge il confronto.

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Poteva mancare lo snack per eccellenza degli Inglesi? La barretta a base di avena nota anche come flapjack ? Certo che no, questa di Wholebake  con avena integrale naturalmente priva di glutine e bacche di Goji è davvero deliziosa; compatta (così si evitano briciole ovunque), umida e morbida al centro e con il gusto dolcemente acidulo della bacche di Goji è lo snack perfetto da tenere a portata di mano tra un pasto e l’altro quando si avverte un languorino.

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Last, but not least, il sapone liquido “mille usi” con canapa e lavanda del Dr Bronner . Non fatevi ingannare dalla mini size, di questo sapone servono davvero pochissime gocce  e si può utilizzare per tutto. E quando dico tutto intendo proprio TUTTO, corpo, viso, mani, capelli sì, ma anche piatti, pavimenti e bucato e ne basta davvero una quantità ridicola. A base di oli biologici quali cocco e canapa, questi saponi sono sul mercato da oltre 150 anni (dal 1948 con il nome di Dr Bronner, terzo mastro saponificatore della famiglia). Io per il momento l’ ho utilizzato per lavarmi il viso, a mio avviso la vera prova del fuoco di ogni sapone liquido vista l’alta probabilità di “tirare” la pelle seccandola troppo, invece il Dr Bronner  non mi ha deluso e ha passato a pieni voti la prova; non solo la pelle non tira, ma la gradevolissima profumazione alla lavanda l’ha reso perfetto soprattutto alla sera per un effetto super relax, ne bastano tre gocce di numero da massaggiare sul visto inumidito ed il gioco è fatto.

Nonostante un prodotto no e un nì, la bontà e validità degli altri sei prodotti regalano a questa The Goodness Project Maxi vegan Box….

Voto; 🙂 🙂 🙂 🙂


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