Valà, banco e cucina a Milano


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Poteva un posto che ha scelto come tratto distintivo il colore blu Tiffany deludere? Quasi impossibile direi, perché dietro alla scelta di un colore così speciale sta l’attenzione per i dettagli, un gusto raffinato e al contempo semplice, la voglia di regalare momenti piacevoli a chi se ne lascia circondare. Ebbene sì, io vedo tutto questo in un colore. Ecco perché quando, camminando coi bassotti in una pigra domenica di qualche settimana fa, sono casualmente incappata in Via Daniele Crespi (angolo Via Cesare Da Sesto), a due passi da Corso Genova e la nuova Darsena, e ho visto l’insegna particolarissima  di Valà, banco e cucina, mi sono ripromessa di prenotare un tavolo al più presto. Superficiale fidarsi così tanto dell’estetica? Forse, ecco perché ho apprezzato che il menù fosse esposto in vetrina ed  ecco perché ho prenotato il famoso tavolo per la domenica successiva…la cucina non solo è vegan friendly, ma anche adatta a chi ama il pesce o a chi soffre di celiachia. Un posto in cui nessuno si sente diverso, ecco!ThePlaceValà

Tavolo prenotato per domenica ore 13.00; io, Blondie e la mia hermanita (le mie cavie preferite!) arriviamo al Valà, la giornata è uggiosa, ma si inaugura la nuova Darsena di Milano dopo non saprei neanche quantificare  gli anni di lavoro (comunque tantissimi), quindi dare una rapida occhiata è d’obbligo, prima però ci vuole un bel pasto conviviale. Il locale non è molto grande, ma la distribuzione dei tavoli in legno color blu Tiffany (ovviamente) è perfetta, perché anche se vicini, non si ha quel tremendo effetto acustico in cui per parlare con chi ti sta di fronte bisogna urlare o, ancora peggio, non si può proprio evitare di origliare la conversazione del tavolo vicino. Il soffitto molto alto disperde i rumori e permette di mantenere il chiacchiericcio di fondo a livelli piacevoli, questo è un aspetto a mio avviso molto importante, perché spesso i locali milanesi tendono ad assomigliare un po’ troppo a dei club.  L’arredamento è semplice, molto shabby chic, con pezzi vintage che sembrano usciti da un vecchio cinema o teatro – l’attaccapanni ad esempio o il grande specchio alle spalle dei tavoli- piante verdi e rigogliose qua e là e il banco (da cui si intravede la cucina) in sughero illuminato da luci  ad arco che diffondono una calda atmosfera in un locale già di per sé molto luminoso. Tutto qui mette a proprio agio, l’atmosfera è informale e casalinga, ma non per questo poco curata. Ed ora  passiamo al cibo…

AntipastiValà

Il menù prevede piatti adatti a vegetariani, vegani, celiaci e onnivori (soprattutto amanti del pesce), tutto ben contrassegnato, quindi impossibile sbagliarsi. Noi abbiamo deciso di condividere dell’hummus con crackers fatti in casa e una crema di fave  con erbette di stagione, ricette semplici,ma non per queste meno gustose, anzi…io poi non ho mai la pazienza di togliere la pellicina alle fave, quindi il gusto mi risulta sempre un po’ amarognolo, mentre qui, eseguita la pulizia  ad arte, il gusto delle fave è valorizzato nella sua unicità. Ottimo anche l’hummus, i crackers invece non erano niente di speciale, ma li abbiamo terminati senza battere ciglio 😉

CollageFoodValà

E veniamo alle portate principali; si spazia dal classico spaghetto al pomodoro a quinoa con lenticchie e spinacini, ma anche gnocchi con vongole o tagliatelle al ragù per poi passare ad arrosto di seitan o polpette di tonno, carne o cereali, tante le insalate e tante le proposte di crescentine,  tipo di pane caratteristico dell’appennino modenese a base di acqua, farina di grano tenero e lievito di birra, da cui si ricavano dischi del diametro di 6-10 cm poi imbottiti con ciò che più piace (tradizionalmente con affettati), pensate e preparate anche per vegani e vegetariani, ma non adatte ai celiaci ovviamente. Blondie, che si sta avvicinando gradualmente all’alimentazione vegana e ha comunque deciso che non rinuncerà al pesce, ha preso gli gnocchi  di patate con vongole in salsa di carote e muddica al limone, io mi sono lasciata incuriosire dalla pasta fresca trapanese , le busiate, con pesto di finocchietto selvatico e mandorle di Avola, mentre l‘hermana è stata l’onnivora più vegan che abbia mai incontrato, scegliendo arrosto di seitan al limone con patata sfogliata alle erbe ed insalatina di stagione. Porzioni generose, ma non esageratamente abbondanti da food coma insomma, presentazione semplice e curata e ricette davvero buone! La mia pasta era cotta al punto giusto ed il pesto profumatissimo e delicato, le mandorle tagliate al coltello in maniera grossolana hanno regalato  la giusta croccantezza ad un piatto che avrebbe potuto correre il rischio di risultare molliccio e mentolato, mentre così non è stato. Anche l’arrosto di seitan al limone ha brillantemente superato la “prova dell’onnivoro” (e anche la mia, perché chiaramente non ho potuto esimermi dall’assaggiarlo!), grazie ad una qualità di seitan eccezionale che niente ha a che vedere con quello spesso spugnoso che si trova nella grande distribuzione e che ci rende facili prede di sbeffeggiamenti da parte dei carnisti. L’agro del limone bilanciava bene la naturale dolcezza dei seitan e la patate alle erbe ha dato la giusta  sapidità ad un piatto che di sale ne ha visto poco per fortuna.

CollageDessertValà

E concludiamo coi dolci, perché quale pasto si può davvero ritenere concluso se non compare un bel dolce sulla tavola? Tante le proposte vegane, noi abbiamo optato per il crumble di frutti di bosco, la cheese cake di soia alle fragole e la crescentina L’Irma con crema gianduia vegana (ndr la mano che vedete è della mia hermana, ma vi giuro che non è affatto grinzosa o tozza come potrebbe apparire dall’orrida foto, è che l’ho fatta contorcere per cercare di mostrare il ripieno della crescentina!). Tutti e tre ottimi, due piccoli difetti però li ho riscontrati; il crumble era freddo e non solo la ricetta originale non lo prevede, ma la stessa presentazione nel piccolo tegame lasciava supporre che il dolce fosse se non caldo, almeno tiepido, così però non era ed è stato un vero peccato perché era davvero delizioso e caldo avrebbe sprigionato meglio aromi e profumi 🙁 , l’altro difettuccio sta nella scarsa fruibilità della crescentina ripiena di ottima crema gianduia vegana; mangiarla infatti non è semplice se 1) si vuole gustare ogni goccia del ripieno e 2) si vuole mantenere un certo decoro nel mangiare, bisogna studiare un modo migliore per servirla a mio avviso.

Nel complesso il locale Valà banco e cucina mi è piaciuto davvero moltissimo, per l’atmosfera, per il servizio gentile e professionale e per la varietà nel menù che propone ricette tradizionali rivisitate  e adatte a tutti. Una piacevole scoperta che ha già un posto speciale nel mio cuore (e nella mia agenda), consigliatissimo!

Voto; 🙂 🙂 🙂 🙂 1/2 (confido di trasformarlo in 5 sorrisi non appena gusterò il crumble caldo!)

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