Nessuno ( per il momento) si può definire vegano ” di seconda generazione”, forse solo Joaquin Phoenix , il quale si dichiara vegan dall’età di tre anni ed è figlio di vegetariani,ma tutti gli altri ci sono arrivati soprattutto leggendo, guardando documentari, facendosi domande e mettendo in discussione quanto avevano dato per “normale, naturale e necessario” ( cit. “Perchè amiamo i cani, mangiamo i maiali e indossiamo le mucche” di Melanie Joy). Io almeno ho fatto così; dopo un viaggio in Cambogia in cui mi sono ritrovata più volte a osservare animali  in gabba al mercato, ho iniziato a non poter più sostenere il loro sguardo, uno sguardo triste che mi ha ricordato quello visto anni prima dell’orango rinchiuso nello zoo di Amsterdam. Ho iniziato a sentirmi a disagio, Ma la spinta etica non era mai stata abbastanza forte per farmi intraprendere il nuovo percorso, lo ammetto, ero indottrinata per bene!

Poi, rientrata in Italia,ho letto “The China Study” del Prof. T. Colin Campbell e solo allora si è accesa la lampadina e ho fatto la connessione: mangiare animali e derivati animali  FA MALE  ( noi, a gli animali e alla Terra) e tutte le patologie rinforzate dal loro consumo sono presenti nel mio patrimonio genetico, quindi perché continuare ad aiutare il mio corpo ad ammalarsi invece che considerarlo un tempio da curare e nutrire con ciò che può aiutarlo a contrastare l’insorgere di patologie?

Questo è stato il mio percorso, spero che possa essere anche quello consapevolmente scelto da qualcun’altro , ecco perché riporto i libri ed i documentari per me più significativi;

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Il già citato The China Study  : Il libro, basato sui risultati del Progetto Cina, esamina la relazione tra cibo e malattie cardiovascolari, cancro e diabete e la possibilità di ridurre il rischio di sviluppare queste patologie o arrestare e invertire un loro sviluppo in corso attraverso l’alimentazione. Nel libro Campbell identifica – così come emerso dal Progetto Cina – alti livelli di colesterolo nel sangue come uno dei più significativi indicatori di rischio per il cancro e le altre malattie diffuse nei paesi occidentali, e osserva che il principale responsabile dell’aumento del colesterolo nel sangue è l’assunzione di proteine animali: «I grassi saturi e il colesterolo presenti nei cibi aumentano anch’essi il colesterolo nel sangue, ma non come le proteine animali. Al contrario, i cibi vegetali non contengono colesterolo e, in diversi modi, contribuiscono a diminuire la quantità di colesterolo presente nel corpo». Campbell conclude che «i risultati del Progetto Cina indicano che più è bassa la percentuale di cibi animali consumati, maggiori sono i vantaggi per la salute, anche quando i cali percentuali passano dal 10% allo 0% delle calorie. Non è dunque irragionevole presumere che la percentuale ottimale di cibi animali nella dieta sia pari a zero, almeno per chiunque abbia una predisposizione per una malattia degenerativa». ( fonte: Wikipedia)

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Una volta letto The China Study, l’evoluzione naturale è leggere “Whole” sempre del Prof. T. Colin Campbell, libro dedicato a  dimostrare come il nostro attuale modello medico sia errato perché ignora l’affascinante complessità dell’organismo umano. Inoltre ci fornisce i motivi per cui, nonostante le prove schiaccianti di quanto siano sbagliate le conoscenze che crediamo di possedere su ciò che mangiamo, le nostre abitudini alimentari non sono ancora cambiate. In tutta onestà questo libro è un po’ meno interessante poiché chiaramente si basa sul funzionamento del servizio sanitario nazionale americano, però per quanto riguarda la strategia di marketing dei colossi agroalimentari e farmaceutici, lì ahimè le differenze stanno solo nei numeri,ma non nella sostanza.

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“Perché amiamo i cani, mangiamo i maiali e indossiamo le mucche”  di Melanie Joy è semplicemente illuminante ( oltre che molto più breve rispetto ai precedenti!!) : la Dott.ssa Joy spiega con semplicità e chiarezza  come  la  scelta carnista sia stata fatta passare per un uso e costume sociale non solo accettabile, ma “normale, naturale e necessario”. Il libro svela gli automatismi imposti da una società schizofrenica, credetemi questo libro lo  dovrebbero leggere TUTTI!

se niente importa

“Se niente importa” (titolo originale “Eating animals” decisamente più d’impatto) di Jonathan Safran Foer, vegetariano, racconta e riporta gli sconcertanti dati dell’allevamento intensivo, riporto due brevi estratti che spiegano meglio di mille riassunti il tema e lo scopo di questo saggio:

Quello che l’industria ha capito – ed è stata questa la vera rivoluzione – è che non ti servono animali sani per fare profitto. Gli animali malati sono molto più redditizi. Gli animali hanno pagato caro il nostro desiderio di avere tutto in qualunque momento a un prezzo irrisorio. (p. 122)

Perché interi stock di tacchini industriali muoiono di colpo? E che succede alla gente che li mangia? Proprio l’altro giorno, uno dei pediatri della zona mi raccontava che oggi vede ogni genere di malattie che una volta non vedeva. Non solo il diabete giovanile, ma malattie infiammatorie e autoimmuni che un sacco di medici non sanno neppure come chiamare. Le ragazze raggiungono la pubertà molto prima, e i bimbi sono allergici praticamente a tutto, e l’asma è fuori controllo. Lo sanno tutti che è quello che mangiamo. Manipoliamo i geni di questi animali e poi gli diamo gli ormoni della crescita e ogni genere di farmaci di cui non sappiamo abbastanza. E poi ce li mangiamo. I bambini di oggi sono la prima generazione che cresce con questa roba, e noi li usiamo come cavie. Non è strano quanto si arrabbi la gente per qualche giocatore di baseball che prende gli ormoni della crescita, quando facciamo queste cose agli animali che mangiamo e poi li diamo ai nostri figli? (p. 123)

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Siccome non ci si improvvisa vegani, a meno che non si voglia dare ragione agli onnivori che ci vedono come deboli e malaticci, è molto importante studiare un po’ e capire come abbinare gli alimenti ,cosa mangiare e quali metodi di cottura privilegiare per assumere tutti i nutrienti necessari. Io trovo che “Veg Pyramid” della Dott.ssa Luciana Baroni ,medico, nutrizionista, e presidente di Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana sia lo strumento più pratico, intuitivo, completo ed utile per  iniziare a un percorso alimentare tanto gratificante quanto rivoluzionario.

Di seguito riporto invece tre documentari ( per chi ritiene di non avere tempo per leggere) che sottolineano l’importanza della scelta vegan sia da un punto di vista etico che salutare; Earthlings , Food, Inc e Black Fish. Il primo, narrato da Joaquin Phoenix, si basa sulla teoria antispecista e illustra lo sfruttamento scellerato dell’uomo nei confronti degli animali, il secondo racconta l’industria agro alimentare americana, la sua crudeltà e soprattutto il suo devastante impatto ecologico e zoologico,

Ecco un esempio: i polli che finiscono sulla tavola sono in realtà dei pulcini, hanno infatti appena 49 giorni quando vengono inviati alla macellazione industriale centralizzata.

Sembrano dei polli adulti e addirittura hanno il petto molto più grande rispetto ai polli di normali dimensioni, perché vengono forzatamente alimentati, con l’alterazione accelerata del loro ciclo biologico (ciclo sonno-veglia) e nutriti essenzialmente con cereali (leggasi mais). Lo stesso mais che è diventato il cibo dei pesci d’allevamento, che in natura difficilmente si ciberebbero di cereali o delle mucche, il cui apparato digerente s’è evoluto per assimilare l’erba dei campi.

Tutto è studiato nei minimi particolari unicamente per tagliare il costo di produzione e per massimizzare il profitto

Il terzo apre uno scorcio inedito sullo “scintillante ” modo dei parchi a tema con animali ( gli zoo ad esempio) raccontando la storia di Tilikum, l’Orca ( assasina) che vive- suo malgrado- a SeaWorld, parco acquatico americano (uno dei tre presenti sul territorio nazionale)  ed è responsabile dell’uccisione di tre persone. Il documentario pone la domanda se sia giusto tenere in cattività ( diciamo così …) animali aggressivi, la risposta è chiaramente NO! Gli animali definiti “aggressivi” lo diventano maggiormente  quando tenuti ostaggi in gabbie o piscine, ma secondo me anche un bradipo tenterebbe di aggredire un guardiano dello zoo se intravedesse la possibilità di tornare libero. Non è aggressività, è istinto di sopravvivenza!

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Bene, ora che siete fatti una vostra personalissima opinione, vi potreste chiedere “Ora cosa mangio però?” Di libri di ricette ce ne sono moltissimi e poi …c’è pur sempre It’s  healthylicious, no? 😉 Ad ogni modo, riporto quelli che consulto più spesso , ma, lo ammetto, io mi lascio spesso tentare dagli esperimenti e non seguo passo per passo le ricette ;-p

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“Oh she glows” della Canadese Angela Liddon, da ordinare online o da scovare all’estero! Ricette buonissime, colorate e per ogni livello di abilità in cucina. Fotografie da acquolina in bocca- non per niente lei nasce come fotografa!

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“Skinny bitch”  ( tradotto in Italiano “La dieta skinny bitch”) delle ex modelle Kim Barnouin e Rory Freedman ,  non fatevi ingannare dal titolo “frivolo”, mi raccomando! Ecco cosa ne pensa la Dott.ssa Luciana Baroni, che ne ha curato la versione italiana;

Volete sapere perché ve ne parlo, che poi è il motivo per cui ho accettato di adattarlo ai lettori italiani e che, coincidenza vuole, è forse anche il motivo per cui contro questa dieta sono già stati scagliati violenti commenti negativi, ancora prima che il libro sia disponibile sul mercato italiano?
Perché questa dieta, dal nome intraducibile, è in realtà nient’altro che una dieta vegana, cioè una dieta basata su cibi vegetali integrali naturali e su cibi confezionati che abbiano caratteristiche di affidabilità, cioè che oltre ad essere prodotti a partire da ingredienti biologici siano anche privi di componenti aggiunte dai dubbi effetti sulla salute.
Le nostre autrici sono due bellissime ragazze che hanno scelto di non mangiare più cibi animali per motivi etici, dopo essere venute a conoscenza della crudeltà e della sofferenza che permea ogni fase del processo produttivo di questi cibi, dalla nascita alla morte dell’animale. Di questa loro spinta etica è pieno il libro, nel cui interno Rory e Kim hanno scelto di inserire un intero capitolo dove descrivono quelle che sono le crudeltà perpetrate sugli animali all’interno dei macelli. Non male, per un libro apparentemente frivolo, non trovate? Forse le nostre amiche sono molte tacche più su degli altri inventori di diete pseudo miracolose.

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Vogliamo non parlare di Paola Maugeri ?Impossibile non citare lei ed i suoi libri di ricette e consigli ed impossibile non conoscere la sua passione per uno stile di vita vegan a 360°, pur restando completamente aperta al dialogo con gli onnivori ;

Mangiare vegano ci insegna ad assumerci la responsabilità dei nostri gesti e a prendere coscienza delle conseguenze delle nostre azioni.

Cosa può renderci, dunque, più liberi? E allora unitevi anche voi alla più pacifica delle rivoluzioni! La rivoluzione vegana!

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Per chi vuole cimentarsi in ricette più elaborate, consiglio il libro “Cucina vegana” dello chef Simone Salvini, precedentemente capo chef del ristorante stellato Joia di Pietro Leemann a Milano, ora chef del proprio ristorante Ops, a Roma . Volete dimostrare agli onnivori che non bruchiamo l’erbetta?Qui troverete come stupirli e anche convincerli!

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Il libro “Vegolosi”  nasce dal magazine online Vegolosi, ormai un punto di riferimento per tutti i veg- qualcosa ( vegetariani e vegani intendo), lo staff – giovanissimo e composta da tre giornaliste, uno chef ed un fotografo- pubblica  ricette vegan buonissime ( e bellissime da vedere), ma anche consigli e spunti di riflessione. Insomma, It’s healthylicious approved <3

Ora non avete più “scuse” per non informarvi sul mondo vegan, quindi uscite di casa e andate in libreria o ,se fa freddo, piove, nevica, etc. ORDINATE ONLINE, come ha detto “qualcuno” molto più saggio di me:

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