10 Fashion brands fur-free ( e vegan)


Se davvero esiste un momento “difficile” nella vita di un vegan ( ometto intenzionalmente il genere perché la questione riguarda uomini e donne indistintamente) è sicuramente quando si va a fare shopping e si vuole evitare di acquistare capi in pelle o pelliccia. Esistono coraggiosissimi vegani che non acquistano nemmeno capi in lana, io personalmente non rientro in quelli, ma evito pelle, pelliccia e seta – ribadisco però che non ho dato fuoco al mio precedente guardaroba, quindi può capitare di vedermi con borse e scarpe in pelle, vi garantisco che hanno tutte più di due anni d’età, quindi risalgono a quando ero onnivora e attendo che “muoiano di morte naturale” data dal consumo ed utilizzo.

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Ma torniamo al nostro argomento principale; cosa comprare per restare coerenti con la nostra scelta vegan? Dobbiamo andare in giro scalzi indossando un sacco di iuta forse? Ebbene no, per fortuna! A seconda del proprio budget e dei propri gusti, si possono trovare molte case di moda attente all’ecologia, anche se, va detto, sono molte quelle che si possono definire fur free , ossia che non utilizzano pellicce animali per le loro collezioni, ma certo  non leather free, infatti trovare capi privi di pelle animale è più complicato, anche se non impossibile. Alcune case di moda sono nate totalmente fur free e vegan sin dall’inizio per convinzione di chi l’ha fondate, altre dopo acerrimi scontri con PETA  e altre ancora perché è più economico non utilizzare pellicce e pellami, insomma, ognuno ha le sue motivazioni, quello che a noi importa è poter scegliere in tutta coscienza, senza dover scendere a compromessi con il nostro senso estetico.

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Immancabile al primo posto ci deve SEMPRE essere lei, Stella McCartney , figlia di Linda & Paul, entrambi vegetariani  ( e i prodotti Linda McCartney Foods sono buonissimi e anche piuttosto economici!)  che è riuscita a trasportare il suo essere vegetariana anche nel dorato mondo della moda, bandendo da sempre pelle e pelliccia nelle sue collezioni. Vi ricordate la it bag  Falabella? Ecco, pelle 100% vegan…per chi crede che ecopelle sia sinonimo di “plasticone” 😉

falabella vegan

1994-Peta vs Calvin Klein

Quando l’attivismo ha successo, succede che oltre all’indignazione , risvegli anche consapevolezza e faccia vedere le cose più chiaramente; questo è successo a Calvin Klein  dopo l’incontro/scontro con Peta nel 1994. Da allora infatti CK è fur free, ma ahimè ben lontano dall’essere anche leather free , ad ogni modo, chissà, magari da qui a dieci anni lo diverrà, in fondo ha già dimostrato di essere capace di “cambiare strada” e sicuramente ha le risorse economiche per sviluppare materiali vegan di ottima qualità. Incrociamo le dita!

dr martens vegan

Non tutti si possono permettere un guardaroba firmato Stella McCartney, è vero, ma in molti possono spendere  per comprarsi un paio di stivaletti Dr Martens , scarpa culto e simbolo del movimento inglese Skinhead negli anni 60 ,ma soprattutto comoda ed indistruttibile. Esiste la versione vegan  da un po’ e qui in Italia si può acquistare comodamente da casa cliccando su Zalando , ad esempio ! Ecco un esempio di un brand che si tiene sempre al passo coi tempi pur restando fedele a se stesso!

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Il vostro look è un po’ più casual,ma meno working class rispetto alla scelta delle Dr Martens? Allora forse Tommy Hilfiger fa per voi; il brand è totalmente fur free, ma non vegan, quindi sì a giacche imbottite ( di poliestere) o bordate di pelliccia (sintetica),ma non sconvolgetevi se trovate giacche, scarpe e borse di pelle, vale quanto detto prima, la scelta fur free va sempre apprezzata, sperando che porti nel futuro ad una scelta totalmente vegan.

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Ecco un brand che ha scelto di essere fur free più per un discorso economico che etico, Bershka , ma visto che in tutto il mondo ci sono ben 899 negozi ( fonte Wikipedia) , meglio non fare il processo alle intenzioni e gioire della scelta e basta! Bershka appartiene al gruppo spagnolo Inditex , una delle più grandi società del mondo dedicate alla moda , quindi come tale è difficile credere che sia coerente con i valori vegan,  ma possiamo acquistare ad esempio questo giacchino in simil- montone, sapendo che nessuna bestia è stata toccata ( ma magari l’ha cucito un bambino cambogiano eh!)

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Stesso discorso vale per Zara, visto che fa parte dello stesso gruppo Inditex, insieme ai marchi  Massimo Dutti, Pull and Bear, Uterqüe, OYSHO, Zara Home, Zara Kids Stradivarius e Bershka. e ne è il marchio di punta con più di 1000 negozi sparsi per il mondo. Nessuna pelliccia utilizzata deriva da un animale e spesso scarpe e borse sono totalmente ( ed accidentalmente) vegan, “accontentiamoci” di questo …per ora!

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Torniamo per un momento ancora nel mondo della moda magari non alla portata di tutti, ma sicuramente creativa e capace di farci sognare davvero ; impossibile non includere Vivienne Westwood ! Questa folle ex punk inglese ( dal 2006 Dama di Commenda dell’Impero Britannico)   ormai agée, ma certo sempre indomita e modernissima, ha scelto di bandire la pelliccia animale dalle sue collezioni  dal 2007. Si dice che la scelta sia stata presa grazie all’amicizia con  l’attivista Peta Pamela Anderson, l’ex “Baywatch” ormai dedita alla causa animalista e vegan.  Chi di voi si ricorda l’abito da sposa di Carrie nel primo film “Sex & the city“? Esagerato, sontuoso e rock? Era di Vivienne ovviamente <3

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Dopo lo “scandalo” Moncler, anche tanti onnivori si sono chiesti dove poter acquistare un caldo piumino cruelty free ( anche se la maggior parte si accontenterebbe di sapere che le oche sono state spiumate in maniera indolore, ovvero attendendo la naturale muta….) , la risposta c’è ed è persino tutta italiana, si chiama Quagga , come il docile ( ed estinto) antenato della zebra , recentemente riportato “in vita” in seguito al successo di un procedimento di selezione chiamato breeding back, non è già una storia meravigliosa? Il brand torinese è il primo ad essere fur free, wool free , leather free e ovviamente feathers free e…a fare modelli maschili e femminili  davvero belli, utilizzando materiali, costituiti al 100% da fibre riciclate prive di sostanze nocive responsabili di allergie e potenzialmente cancerogene, a totale vantaggio della salute del consumatore finale, delle maestranze adibite alle lavorazioni e del territorio nel quale queste si svolgono. Gongoliamo un po’ quindi perché Quagga è un marchio eco friendly a 360° ( e oltre, se possibile!) , inoltre si può comprare online <3 <3

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Un altro brand italiano ( fondato da una donna, Roberta Gentile, vegetariana ) non solo eco, ma anche fashion, Tu&Tu  utilizza  esclusivamente cotone e lino biologici certificati ( e Fair Trade) , fibra di bamboo, canapa, tessuti derivati da alghe, soia e proteine vegetali, eco-microfibre e imbottiture ottenute dal riciclo di materiali plastici. Io mi sono innamorata di questa gonna della collezione attuale, voi? Devo trovare le scarpe giuste però…

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Forse Opificio V  mi può aiutare, che dite? Impossibile non concludere una Top Ten che parla di moda senza citare le scarpe, il capo d’abbigliamento più amato dalle donne in assoluto, quello che spesso decide un po’ anche il nostro umore ( o almeno il mio, soprattutto oggi che indosso gli stivali da pioggia) . Opificio V è un marchio tutto italiano, perché chi meglio di noi sa fare le scarpe?  Il problema con le scarpe accidentally vegan è che spesso sono non solo bruttine, ma scomode, poco salubri per i nostri piedini, fatte con materiali pessimi e hanno una durata nel tempo limitatissima, tutti problemi ovviati se si scelgono scarpe artigianalmente lavorate come quelle di Opificio V invece, vi ho già detto che si può comprare online? Totally in love !


4 risposte a “10 Fashion brands fur-free ( e vegan)”

  1. Mariangela

    bell’articolo!! non conoscevo quagga e opificio v! grazie per la dritta!
    Per quanto riguarda la lana anche io la uso (anche se i vegani-estremisti mi hanno insultata più volte per questa ragione), solo che bisognerebbe fare attenzione a come viene gestito il processo del muesling, ovvero se le pecore rischiano o no la vita per la loro lana… il problema è che quello che lo fanno in maniera cruelty-free poi hanno dei prezzi… cruelty-fulll!

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  2. I 10 problemi del vegano | It's healthylicious

    […] di massa al centro commerciale può risultare un po’ difficoltoso per il vegano, anche se qui ho già dato delle dritte in merito. Il povero vegano quindi non potrà vivere l’ebbrezza […]

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  3. Spread Outerwear

    La nostra risposta, il nostro piccolo grande contributo …

    IL PIUMINO DI CASHMERE,
    SENZA PIUME NE CRUDELTA’ PER GLI ANIMALI …

    http://www.facebook.com/SPREADdownjackets/posts/823741237730245

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    • glendalicious

      a ben guardare, anche il cashmere non è vegan, visto che le capre in allevamento con pelo “difettoso” vengono uccise prima dei 2 anni di età, i maschi castrati e le orecchie tagliate – senza anestesia il più delle volte- inoltre spesso, una volta tosate, le stesse capre vengono vendute per la loro carne…..però grazie per la segnalazione 😉

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